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“Il bambino con il pigiama a righe” diventa una maschera di Carnevale

Un dramma come la deportazione nei campi di sterminio nazisti è diventata spunto per un travestimento di Carnevale

Il bambino con il pigiama a righe
Il bambino con il pigiama a righe

Maschere e figure allegoriche di Carnevale. L’Italia ha una tradizione ricca di storie, colori e suggestioni. Arlecchino, Brighella, Pantalone, Gianduja, Colombina, Meneghino e Stenterello. Ma anche Dottor Balanzone e Pulcinella, per non dimenticare Mamuthones, caro alla tradizione sarda. A rovinare la magia festosa, leggera e divertente del carnevale è stata una foto che nelle ultime ore sta facendo il giro del web, suscitando sui social non poche polemiche.

L’immagine ha scatenato le reazioni indignate di centinaia di internauti. In molti stanno commentando in maniera negativa la scelta di due genitori napoletani di far indossare al loro figlio le vesti de “Il bambino con il pigiama a righe”.

Carnevale, polemica a Napoli

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, insieme al conduttore della trasmissione di Radio Marte “La Radiazza”, Gianni Simioli, è intervenuto condannando i genitori del bimbo. Così ha ricordato Il Giornale.

“Possiamo affermare senza ombra di dubbio che vince il premio come peggiore maschera. Il piccolo, ovviamente, non ha nessuna colpa”, ha commentato duramente Borrelli. La responsabilità di questa bruttissima immagine è dei genitori. È inconcepibile la leggerezza con cui alcune persone affrontano la trattazione di uno dei punti più bui e tragici della storia.

A rendere ancor più inconcepibile l’accaduto è l’atteggiamento della madre del bambino. La sua reazione lascia allibiti.

Invece di comprendere l’errore, infatti, la donna si sarebbe lasciata andare a una filippica contro la mancanza di ironia e parla senza alcuna vergogna di “caricatura alle vittime dell’Olocausto”. “Ma come si può sorridere della Shoah e trasformarla in una macabra carnevalata?”, è il comprensibile commento del consigliere regionale.

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