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Addio ad Andrea Bizzotto: ha lottato contro il cancro per la figlia

Prima di morire, ha voluto lasciare alla figlia il libro-testamento "Storia di un maldestro in bicicletta" e lettere fino al suo 19esimo compleanno.

Tumore, morto Andrea Bizzotto
Tumore, morto Andrea Bizzotto

Fino all’ultimo giorno ha lottato contro quel male incurabile che lo ha ucciso a soli 33 anni. Andrea Bizzotto si è spento dopo una lunga battaglia contro il cancro, combattuta a fianco della moglie e della figlia Giulia Grace. Proprio la compagna ha diffuso la notizia della sua morte su Facebook, con un messaggio commosso accompagnato dalla scritta Be thou my vision, un invito affinché il marito scomparso sia sempre “la mia visione”.

E certamente sono molti gli insegnamenti e gli inviti a vivere un’esistenza piena che Andrea ha lasciato, a partire da Storia di un maldestro in bicicletta, il libro-testamento dedicato alla figlia.

Un tumore incurabile

Dopo un’infanzia trascorsa a Cittadella, in provincia di Padova, e un percorso di studi che si è snodato tra Bassano e Trento, Andrea Bizzotto ha deciso di lasciare l’Italia alla volta della Germania.

È volato fino a Witten, comune nei presi di Dortmund, per inseguire la sua passione per il cibo e la cucina. Fino a quando la sua vita non è cambiata con la diagnosi di un sarcoma sinoviale. I medici gli hanno predetto che sarebbe sopravvissuto solo pochi mesi, ma Andrea non si è arreso e ha usato tutte le sue forze per scrivere un libro diventato, in poco tempo, un vero e proprio caso editoriale.

Il libro per la figlia

“Nessuno merita un tumore incurabile a 33 anni“, si legge tra le pagine di Storia di un maldestro in bicicletta. “Meritavo la possibilità di crescere ed educare la mia piccola Giulia, portarla al primo giorno di scuola, prepararle il suo cibo preferito con amore, fare un viaggio da solo con lei. Mi meritavo almeno di lasciarle un ricordo reale di me”. Per assicurarsi che non lo dimentichi e che non si senta abbandonata, Andrea ha scritto alla bambina una serie di lettere da leggere ogni 10 marzo, il giorno della sua nascita, fino al suo 19esimo compleanno.

Ciò che, senza dubbio, resterà per sempre è la testimonianza di un uomo dall’immensa forza e determinazione, un esempio di come affrontare la malattia con amore e dignità. Come dichiarato dalla scrittrice Roberta Frasson, “finché il libro verrà letto e se ne trasmetterà il messaggio, Andrea non morirà“.

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