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Gela, si suicida l’imprenditore antiracket Rocco Greco

Nel 2007 aveva denunciato i boss che gli chiedevano il pizzo. Lo Stato però ha escluso la sua azienda dalla white list, che ha così perso appalti.

Rocco Greco

“Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro. Ormai, il problema sono io. Se vado via, i miei figli sono a posto”. E’ con questa convinzione che l’imprenditore Rocco Greco si è tolto la vita, sparandosi un colpo di pistola alla tempia.

L’imprenditore simbolo della lotta al racket a Gela (Sicilia) si sentiva infatti abbandonato dallo Stato.

La primavera di Gela

“Era finito dentro una storia paradossale” spiega il figlio Francesco, come riporta repubblica.it. Mercoledì 27 febbraio 2019 Rocco Greco si è svegliato all’alba, dicendo alla moglie di andare in azienda per controllare alcune carte. Quando il figlio e gli altri impiegati arrivano in ufficio, però, non lo trovano. L’imprenditore si era chiuso in un container e si era suicidato, lasciando a casa la fede nuziale ma nessuna lettera d’addio.

La sera il 57enne “era stranamente euforico” ricorda il figlio, nonostante avessero passato tutto il giorno dall’avvocato per l’ennesimo ricorso. Nel 2007 Rocco Greco aveva denunciato i boss mafiosi che si dividevano il pizzo a Gela, convincendo anche altri sette imprenditori a fare altrettanto. “Mio padre ne andava orgoglioso. Ma non era stato affatto semplice” sottolinea Francesco.

Dopo gli arresti, arrivano le condanne confermate anche in Cassazione. Gli imputati però avevano a loro volta denunciato Greco, sostenendo che l’imprenditore non pagava nessun pizzo ma solo il loro “sostegno”, con tanto di spartizione “degli utili”.

Tesi mai dimostrata in tribunale, che infatti assolve il 57enne.

Escluso dalla white list

Ciò però non è bastato per evitare che il ministero dell’Interno escludesse la sua ditta dalla white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia. per la Struttura di missione antimafia sisma infatti l’impresa di Rocco Greco “nel corso degli anni ha avuto atteggiamenti di supina condiscendenza nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata gelese”.

“Ma come si fa a dimenticare che aveva denunciato?”, sottolinea l’avvocato Alfredo Galasso, come riporta repubblica.it. A questa ennesima battaglia Rocco Greco non ha retto, decidendo di suicidarsi.

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