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Stuprata e uccisa in stazione, la storia di Anna: “Era indifesa”

Stuprata e uccisa nel tunnel della stazione. La sorella: "Voglio pene esemplari. Era indifesa, vergogna"

anna carlini

Anna Carlini era affetta da un disturbo psichico ed era incapace di prendersi cura di sé, motivo per il quale era affidata alla sorella Isabella. Anna, però, una sera sfuggì al suo controllo e finì per incontrare qualcuno che approfittò di lei derubandola, per poi stuprarla fino alla morte.

Voglio una punizione esemplare per l’uomo che ha fatto questo”, sono le parole di Isabella. A processo un cittadino romeno.

La denuncia di scomparsa era stata presentata nell’agosto 2017. Tuttavia non era la prima volta che la donna, 33enne, si allontanava di sua spontanea volontà dal controllo della sorella, nominata amministratrice legale. Solitamente le forze dell’ordine riuscivano sempre a riportare a casa la donna, ma quella sera non è stato così.

Di Anna non c’erano notizie, poi la telefonata: “Signora, deve venire a riconoscere il corpo di sua sorella”. Il cadavere è stato rinvenuto nel tunnel della stazione di Pescara. Era stata spogliata e derubata della borsa e del cellulare.

L’ipotesi di suicidio

In un primo momento si è pensato a un suicidio attraverso un cocktail di psicofarmaci e alcol. La donna però non beveva e non era solita abusare dei farmaci, che spesso si rifiutava di assumere.

La sorella non ha mai creduto a questa ipotesi e la sua versione è stata confermata dall’autopsia: Anna Carlini è stata vittima di violenza sessuale. Probabilmente il mix di farmaci e alcol le è stato somministrato proprio allo scopo di derubarla, dopodiché il ladro avrebbe approfittato del suo stato di incoscienza per stuprarla. Le indagini delle forze dell’ordine hanno permesso di rintracciare alcuni testimoni: “Ho visto un uomo che portava Anna nel tunnel, la accarezzava come se volesse derubarla, poi quando è svenuta l’ha adagiata sul lettino e ha abusato di lei“.

Nel frattempo al ladro e molestatore è stato dato un volto, quello del 47enne Nelu Ciuraru.

“Voglio pene esemplari”

Ciuraru è accusato di omicidio, stupro e abbandono di incapace. Si trova in Romania, paese in cui è tornato subito dopo i fatti e sembra che abbia commesso illegalità anche lì. E’ ora in attesa della sentenza di primo grado in Romania. L’accusa chiede l’estradizione, così che possa essere punito in Italia, per i reati commessi sul suolo italiano.

“Era dolce e buona, non aveva idea di cosa fosse il male – dice la sorella, Isabella -. Oggi posso solo denunciare la solitudine in cui siamo stati lasciati all’epoca dagli assistenti sociali, e il degrado dei posti come quello dove ha trovato la morte Anna. Chiedo giustizia, chiede pene esemplari per l’uomo che me l’ha tolta e che sicuramente, grazie al rito abbreviato, avrà uno sconto di pena. La vita di vittime come mia sorella non può valere così poco”.

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