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Calabria, braccianti schiavizzati nei campi dai padroni

Facevano lavorare per 1 euro all'ora, in giornate lavorative che iniziavano all'alba e finivano alle 10 di sera. Arrestate 5 persone

Nel corso della notte del 5 marzo 2019 i Carabinieri della Compagnia di Palmi, Calabria, hanno proceduto con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura nei confronti di 5 persone, accusate a vario titolo di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, violenza sessuale, estorsione e istigazione alla corruzione.

Lo sfruttamento documentato dai Militari

I fermati, proprietari di terreni agricoli, si sarebbero resi responsabili di gravi episodi di sfruttamento del lavoro, pagando la miseria di 1 euro all’ora in giornate lavorative che iniziavano all’alba per proseguire oltre il tramonto. Finito il turno gli operai e le operaie venivano costretti a vivere in catapecchie fatiscenti, e a dormire su materassi sporchi. In più di un’occasione, inoltre, gli aguzzini avrebbero costretto due delle lavoratrici assunte ad avere rapporti sessuali con loro.

Le indagini erano state avviate in seguito alla denuncia di uno dei lavoratori impiegati dal gruppo.

Fin da subito, erano emerse le pratiche di sfruttamento a cui venivano sottoposti. Veniva loro corrisposta una paga di 350-400 Euro mensili, spesso non versati nei termini pattuiti o non versati affatto. In più di un’occasione si è infatti documentata l’estorsione condotta dagli imputati ai danni delle persone assunte. Ai braccianti si chiedeva di firmare ricevute per cifre che venivano invece interamente trattenute.

Il tentativo di corruzione

Quando i militari si sono presentati presso le abitazioni degli indagati, questi hanno inoltre cercato di ingraziarsi gli agenti offrendo loro prodotti agricoli e caseari. Le offerte sono state rifiutate dagli appartenenti all’Arma, che hanno invece provveduto immediatamente a denunciare il tentativo di corruzione.

Nel corso della perquisizione che ha fatto seguito all’arresto, gli agenti hanno rinvenuto un fucile a pompa e tre pistole di vario calibro, con matricola abrasa, ma in buono stato di conservazione e corredate da munizioni.

Il tutto oltre a 30.000 Euro in contanti, in banconote di vario taglio.

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