Caso Sarti, il commento della mamma di Tiziana Cantone | Notizie.it
La mamma di Tiziana Cantone su Giulia Sarti “Che lo Stato intervenga”
Cronaca

La mamma di Tiziana Cantone su Giulia Sarti “Che lo Stato intervenga”

La mamma di Tiziana Cantone su Giulia Sarti "Che lo Stato intervenga"
Tiziana Cantone e Giulia Sarti

La mamma di Tiziana Cantone si schiera in difesa di Giulia Sarti: "Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo, lo Stato deve intervenire".

Intervistata da Adkronos Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, ha commentato il caso della presunta diffusione di immagini intime della deputata M5S Giulia Sarti. “Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo, ma magari, essendo una parlamentare, quanto accaduto può diventare un input per legiferare e intervenire finalmente su questo fenomeno” ha dichiarato. Secondo Maria Teresa Giglio, quindi, c’è una questione aperta che il governo deve affrontare; casi come quello di Tiziana Cantone e della stessa Giulia Sarti ne metterebbero infatti in evidenza l’urgenza.

La mamma di Tiziana Cantone con Giulia Sarti

La madre di Tiziana Cantone, giovane donna napoletana che nel 2016 si è tolta la vita a seguito della diffusione tramite social di un video in cui ha un rapporto orale con un uomo, ha espresso la sua solidarietà per Giulia Sarti. “Il fatto che la rete debba restare libera non deve avere come conseguenza che tutto sia permesso, che sia un luogo franco dalle regole. La rete è diventata la nuova forma di comunicazione, quindi tutto ciò che si fa online e ‘offline’, cioè nella realtà, deve essere la stessa cosa” ha dichiarato.

Bisogna intervenire e lo Stato ha le armi per farlo” prosegue Maria Teresa Giglio.

Ci sono aziende private specializzate nella rimozione di contenuti dal web, software all’avanguardia, tecnologie. Ma in questi anni ho capito che nessuno è davvero interessato a intervenire contro i colossi del web. Continuerò la mia battaglia affinché si intervenga, perché cose del genere innescano nella vittima un meccanismo devastante, una vergogna legata allo stigma voluto da una cultura retrograda. È qualcosa che rientra più nella fattispecie dell’omicidio“.

Poi conclude: “È diventata una vera piaga sociale. Ormai non passa giorno che questi odiatori da tastiera non si rendano protagonisti di offese, di calunnie in particolare contro le donne. Purtroppo alle nostre latitudini viviamo ancora una cultura giudicante, piena di sessismo e di maschilismo e la vergogna che le donne sono costrette a provare è indotta da una cultura retrograda“.

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Marta Lodola
Marta Lodola 718 Articoli
Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.