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Caso Ruby, morte Imane Fadil: l’avvocato rimette il mandato
Cronaca

Caso Ruby, morte Imane Fadil: l’avvocato rimette il mandato

Imane Fadil

Contrasti sulla linea d'indagine da seguire tra l'avvocato Paolo Sevesi e la famiglia di Imane Fadil. Il legale rinuncia all'incarico.

Si arricchisce di un nuovo capitolo il giallo sulla morte di Imane Fadil, la testimone chiave del processo sul caso Ruby, deceduta per sospetto avvelenamento il primo marzo 2019. Test più approfonditi sembrano escludere una contaminazione da sostanze radioattive. L’avvocato della modella Paolo Sevesi tira un sospiro di sollievo, ma i familiari vogliono vederci chiaro. Il legale rimette così il proprio mandato.

Improbabile avvelenamento radioattivo

Nei giorni scorsi era trapelata la notizia che forse la Imane Fadil potesse essere rimasta vittima di un “mix di sostanze radioattive”. L’autopsia deve essere ancora eseguita (in programma lunedì 25 marzo) ma stando alle ultime analisi non sarebbe emersa alcuna evidenza macroscopica di radioattività sui campioni dei tessuti prelevati dal fegato e dal rene. Test più accurati devono comunque essere ancora seguiti, sia dall’Arpa di Milano sia dall’Istituto di Fisica dell’Università Statale.

Anche se la contaminazione da sostanze radioattive appare “sempre più improbabile” come sottolineano fonti qualificate all’Ansa, l’ultima parola spetterà al Centro ricerche Casaccia dell’Enea vicino a Roma.

E’ meglio per tutti, per Imane e per la sua famiglia. Alla fine vuol dire che in giro c’è un cattivo in meno” ha quindi sottolineato l’avvocato Paolo Sevesi, che fino al 22 marzo difendeva i familiari della 34enne e un suo amico.

Rinuncia del mandato

Il legale infatti ha deciso di rinunciare all’incarico, rimettendo il mandato difensivo. Ufficialmente, l’avvocato avrebbe preso tale decisione per contrasti sulla linea nelle indagini con la famiglia della modella. Paolo Sevesi ha sempre sottolineato infatti di voler seguire le indagini che stanno conducendo il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ed i pm Luca Gaglio e Antonia Pavan, che hanno il compito di chiarire le cause della morte di Imane Fadil.

La famiglia della 34enne invece chiede a gran voce la “verità” su quello che considerano un decesso misterioso. “Non crediamo più a nessuno. Non ci fermeremo” ha assicurato per esempio il cognato della modella, intervistato da Il Fatto Quotidiano.

La prima a sospettare di essere stata “avvelenata” era proprio Fadil.


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