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Mamma filma la figlia mentre si masturba e invia video a pedofilo

La scoperta casuale del marito, che convinto che la moglie avesse un amante si è messo a controllare le chat sul computer della donna.

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La sua storia aveva fatto scalpore nel 2012, quando era stata accusata di aver filmato la figlia in un momento di intimità e aver poi mandato il video ad un amico. E proprio per questo una donna di 58 anni dovrà difendersi in Tribunale dalla pesante accusa di produzione e diffusione di materiale pedopornografico.

I video saranno mostrati a processo

Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Tribuna di Treviso”, il prossimo 9 luglio riprenderà quindi il dibattimento del processo, durante il quale per la prima volta, alla presenza della madre, saranno anche visionati i video in questione. Video che secondo l’accusa sarebbero stati girati direttamente dalla donna. La quale, indossati i panni della regista, avrebbe obbligato la figlia a masturbarsi davanti a lei, oltretutto costringendola a seguire le sue direttive.

La sordida scoperta del marito

Una sordida vicenda, venuta a galla quasi per caso quando il marito della 58enne – nella convinzione che la moglie intrattenesse una relazione clandestina – aveva controllato le chat presenti sul suo computer. La sua attenzione era così ricaduta in particolare su alcuni messaggi inviati ad uno sconosciuto residente a Napoli, ai quali erano allegati dei file video.

Una volta aperti, la terribile scoperta. In un primo filmato, ritratto nel corso di una vacanza in Croazia, al centro della scena si poteva la vedere la ragazza appena 13enne intenta a masturbarsi seguendo le indicazioni che, in sottofondo, si sentivano giungere dalla madre.

In un secondo video, invece, la registrazione di un rapporto orale della moglie con uno sconosciuto. Il marito, sconcertato dalle immagini viste, decide però di rimanere in silenzio. E per otto mesi dalla terribile scoperta non fa menzione a nessuno della cosa. Solo ad un certo punto decide di parlarne con la suocera, e poi con i Carabinieri.

A processo anche il destinatario dei video

Oltre alla donna, i militari hanno provveduto a rintracciare il destinatario dei messaggi. Anche lui quindi parte del processo durante il quale, oltre dei video, sarà chiamato a rispondere delle decine di immagini pedopornografiche che gli investigatori hanno ritrovato sul suo pc. Alcune delle quali ritraevano bambini di soli cinque anni d’età.

La ragazza, oggi 18enne, dopo la scoperta era stata inserita in una comunità. La denuncia tardiva del padre aveva infatti portato il Tribunale dei Minori a decidere di togliere la podestà ad entrambi i genitori.

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