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La 24enne violentata in Circumvesuviana: “Il mio corpo è così sporco”

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"Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco": le strazianti parole della 24enne vittima di violenza sessuale in Circumvesuviana

Circumvesuviana
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Una delle brutalità più disumane che dimostrano la piccolezza umana. Uno stupro di gruppo a danno di una 24enne è avvenuto nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli). Un senso di vuoto aleggia nell’animo scosso della giovane.

Attimi di disperazione e impotenza che non possono essere cancellati dalla memoria. Attimi di orrore che nessun risarcimento potrà far dimenticare. Ci si affida a una giustizia che ancora una volta fa acqua da ogni parte. Ci si affida a una giustizia che si spera possa almeno affievolire il dolore della ragazza. E invece, due dei presunti stupratori della giovane violentata a inizio marzo in un ascensore della Circumvesuviana sono stati scarcerati e sono tornati in libertà.

Anche la seconda scarcerazione è stata disposta su volontà del Tribunale del Riesame.

E a far soffrire ancora di più sono le parole, i dubbi, le perplessità che aleggiano tra molte persone. A queste la 24enne, ferita nell’animo, nella sua purezza, nell’orgoglio, ha risposto con una lettera straziante.

Circumvesuviana, la lettera della 24enne

A chi dubita della sua versione dei fatti alla luce della scarcerazione di due dei tre giovani indagati, la 24enne ha voluto rispondere scrivendo una lettera a cuore aperto.

“Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero. Erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, erano attimi di totale perdizione dell’essere“, ha ricordato straziata. “E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco“.

Come ricordato dall’AdnKrnos, la ragazza racconta che in quei momenti le sembrava “di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l’ho avvertito più”. Quindi ha confidato: “Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza”.

Tuttavia, la 24enne non smette di sperare. Sebbene travolta dal dolore, forse incapace di credere nella giustizia, umanamente e intimamente sporcata nel suo animo, per la giovane il futuro “diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice”. Poi ha concluso: “Mi piacerebbe essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare sé stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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