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Raccolse un petardo: tifoso risarcito con 80 mila euro dalla Juventus

La Juventus giocava allo stadio Delle Alpi contro la Fiorentina: dopo un gol un tifoso raccolse un petardo per allontanarlo ma gli esplose in mano.

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La vicenda risale al 2004, quando la Juventus giocava ancora allo stadio Delle Alpi di Torino. La squadra di casa ospitava la Fiorentina e subito dopo un gol, la tifoseria ospite, lanciò un petardo che venne raccolto da un tifoso per gettarlo il più lontano possibile.

Quel gesto procurò all’uomo danni permanenti a una mano, al volto, a un occhio e a un orecchio. Al tifoso è stata riconosciuta un’invalidità civile al 45 per cento.

La terza sezione civile, con un’ordinanza depositata ieri, venerdì 29 Marzo, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società calcistica contro la sentenza pronunciata nel 2015 dalla Corte d’appello torinese. La squadra campione d’Italia in carica dovrà quindi risarcire il tifoso con oltre 79 mila euro.

Il processo iniziò nel 2009

La battaglia giudiziaria iniziò nel 2009, quando il tifoso citò in giudizio la squadra bianconera. Inizialmente il tribunale di Torino escluse, nel 2013, qualsiasi tipo di responsabilità da parte della squadra sostenendo che “per l’ipotesi di lancio del petardo la responsabilità contrattuale non sussisteva, attesa l’impossibilità di adempiere l’obbligazione di sicurezza, tenuto conto degli esorbitanti accorgimenti predisposti con l’ausilio delle forze dell’ordine per prevenire le aggressioni”.

Stando a quanto riporta Repubblica, il giudice di primo grado non riteneva responsabile la Juventus per il ferimento del tifoso in quanto “la società aveva dimostrato di avere fatto tutto il possibile per evitare l’ingresso e il lancio di oggetti esplodenti”.

Decisione ribaltata in appello

In appello però questa decisione è completamente ribaltata. La Juventus deve risarcire il tifoso con una somma pari a 79.413 euro. La motivazione è la seguente: “la distanza di circa 10 metri tra le opposte tifoserie aveva risolto il problema del contatto tra queste e limitato grandemente il rischio di lancio di oggetti tra tifosi posti sullo stesso livello, ma non aveva escluso quello dei lanci in diagonale tra tifosi posti su diversi livelli e tale rischio era concreto e noto, per cui la misura adottata non era sufficiente per proteggere gli spettatori che si trovavano in diversi livelli”.

La Corte d’appello di Torino spiega che il ferito aveva cercato di allontanare il petardo perchè potenzialmente pericoloso. La sua reazione era prevedibile soprattutto se rapportata al tipo di evento. L’uomo “aveva tenuto una condotta istintiva e fisiologica, in difetto di prova della possibilità di una agevole fuga e di allontanare l’oggetto con un calcio”. Per questa ragione sussiste la “responsabilità contrattuale” della società calcistica.

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