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Delitto Stefano Leo, killer condannato nel 2016 per maltrattamenti

Il killer di Stefano Leo era già stato condannato in primo grado per maltrattamenti sulla ex compagna.

killer stefano leo

Said Mechaquat, il 27enne che ha ucciso Stefano Leo, era già stato condannato tre anni prima. L’accusa a suo carico era maltrattamenti e lesioni aggravate. Secondo l’accusa avrebbe infatti ridotto la ex compagna a succube, colpendola frequentemente con calci, pugni e sputi.

Dopo la sentenza di primo grado, che lo ha condannato a un anno e sei mesi senza sospensione della pena, però, non è stata fissata la data per l’appello.

La convivenza e gli abusi

I due si erano conosciuti nel 2011 ai corsi professionali dell’istituto Boselli: “Eravamo innamorati” avrebbe detto in aula. Lui e la donna erano andati a convivere mettendo al mondo anche un figlio. All’improvviso sono però iniziati i soprusi, che hanno costretto la donna a lasciare l’uomo e raccontare ai giudici le violenza.

“Siamo partiti per Ibiza dove lui aveva trovato lavoro. Siamo tornati nel 2012 e abbiamo deciso di andare a vivere insieme. Lui lavorava e pagava l’affitto. Ci amavamo“. Poi sono iniziate le violenze: “Le prime volte mi dava spintoni” ha confessato la donna. Gli scatti d’ira sono andati via via peggiorando arrivando addirittura a distruggere l’appartamento. Anche i vicini si erano resi conto della situazione difficile, motivo per il quale la Polizia è intervenuta 6 volte nel giro di tre anni e mezzo.

Arrestato nel 2013

Said era già stato arrestato nel 2013 quando la ex venne trovata dai poliziotti per strada, seminuda e con il figlio in braccio. I medici le diagnosticarono “distorsioni multiple” con una prognosi di 10 giorni. Tra i due ci fu una riappacificazione, ma solo apparente. Gli episodi di violenza infatti ricominciarono e a Said venne imposto il divieto di avvicinamento. La storia tra i due finì nel 2014.

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