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Circum, la zia del terzo indagato: “Ragazza poco credibile”

La sorella di Raffaele Borrelli: "È la fine di un incubo per noi, sono stati giorni orribili, abbiamo sopportato bugie e ingiurie".

Circum, parole zia del terzo indagato
Circum, parole zia del terzo indagato

La ragazza era poco credibile, lo sapevamo tutti. Ci siamo tenuti dentro questo fardello per tutto questo tempo, ma la verità è che non c’è stato nessuno stupro“. È il commento rilasciato al Mattino dalla zia di Raffaele Borrelli, il terzo indagato per lo stupro alla stazione della Circum, rilasciato dopo i due amici.

Le fa eco la sorella del ragazzo: “È la fine di un incubo per noi. Abbiamo dovuto sopportare bugie e ingiurie per settimane, ma eravamo fiduciosi che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e così è stato. Sono stati giorni orribili, qualcuno è arrivato addirittura a minacciarci. Però ciò che conta è che adesso Raffaele è di nuovo qui con noi e sta bene. Al momento giusto verrà chiarita ogni cosa”.

Il ritorno a casa di Borrelli

Mentre la zia e la sorella sono intente a rilasciare dichiarazioni, ecco che l’auto con a bordo il 18enne Raffaele arriva nel vialetto antistante l’abitazione. Il ragazzo scende dal veicolo, accenna un sorriso ed entra di corsa in casa, ascoltando il consiglio dell’avvocato che gli ha ricordato di non parlare con i giornalisti. A casa Borrelli è tempo di festa. Ci sono zie, sorelle, nonne e diversi cugini intorno ai 10 anni.

Nessuno di loro rilascia un commento sulla 24enne che ha accusato il giovane di stupro. “Preferiremmo evitare di dire altro, di queste cose si occupa l’avvocato”, si limitano a rispondere.

Le parole dell’avvocato

L’avvocato a cui la famiglia fa riferimento è il penalista Massimo Natale. Anche lui ha scelto di non rilasciare commenti, a differenza di Emanuele Izzo, il legale di Alessandro Sbrescia, un altro degli indagati recentemente rilasciati. “Con tutto il rispetto per i professionisti che hanno svolto le loro perizie, credo che uno screening psicologico così accurato sia difficile da stilare dopo poche ore di esami”, ha dichiarato. “Ho poi sentito parlare di referti medici che accerterebbero lo stupro, ma non esistono. Esiste un rapporto del Loreto Mare che parla di arrossamenti, un secondo documento del Pellegrini che non fa emergere nulla dall’analisi della cavità orale. Sono state diffuse molte imprecisioni“. Izzo ha poi precisato che non bisogna cadere nell’errore opposto, ovvero screditare la reputazione di una ragazza psicologicamente fragile e instabile.

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