L’uomo che ha dato un buffetto a Simone: “Pentito, vorrei incontrarlo”
Cronaca

L’uomo che ha dato un buffetto a Simone: “Pentito, vorrei incontrarlo”

Walter buffetto Simone a Torre Maura
Walter buffetto Simone a Torre Maura

Il militante di CasaPound vorrebbe incontrare anche i suoi genitori per tranquillizzarli. Il padre di Simone: "Sono orgoglioso di lui".

C’è anche il volto di Walter nel video, diventato virale, in cui si vede Simone, il 15enne di Torre Maura, tenere testa ai militanti di CasaPound. È lui il 52enne che ha dato un buffetto al ragazzino che difendeva i rom dalla rivolta degli abitanti del suo stesso quartiere. A distanza di un paio di giorni dall’episodio, ha rivelato ai giornalisti dell’Huffington Post di essere pentito per il gesto. “Però non era uno schiaffo, dai”, si è difeso. “Gliel’ho dato come fa un padre con un figlio”.

“Vorrei stringergli la mano”

Walter è stato raggiunto dai giornalisti mentre prendeva parte a una nuova manifestazione di CasaPound, dopo i disordini che hanno portato Torre Maura al centro dei fatti di cronaca. Non si sottrae alle domande della stampa e giustifica il proprio “schiaffetto” ribandendo di aver agito da padre. E non nega di desiderare un nuovo faccia a faccia con il ragazzo: “Io vorrei incontrarlo, Simone. Vorrei incontrare il padre.

Non so dove abitano, ma veramente vorrei stringergli la mano. Magari ci vediamo al bar, ci pigliamo ‘na cosa”. Per il padre del 15enne divenuto simbolo di tolleranza e accoglienza Walter ha parole di solidarietà: “Lo tranquillizzerei. Io nei suoi panni avrei paura per il figlio. Invece deve stare tranquillo”.

Il padre di Simone: “Sono orgoglioso”

Forse non sarà tranquillo, ma sicuramente il padre di Simone può dirsi fiero di lui. “Ho sempre e soltanto spiegato ai miei figli che un solo bambino che rischia la vita su un barcone giustifica l’intera accoglienza ai migranti”, ha dichiarato a Repubblica e al Fatto Quotidiano. “Simone ha fatto tutto da solo, è andato alla manifestazione perché è intelligente, profondo, e ha vissuto i comizi dei fascisti come un’intrusione, un’invasione. Sono orgoglioso, è mio figlio e mi fa pensare di aver seminato bene”. Al fine di evitare letture che accostano il ragazzo a una presunta sinistra buonista, il padre ha specificato di avere sì un passato in organizzazioni marxiste-comuniste, ma di essere anche stato licenziato da Almaviva, dopo 16 anni, “grazie al Jobs Act della sinistra riformista”.

Le parole della madre

“Il primo giorno, quello dei panini per terra, Simone ha guardato la diretta Facebook di CasaPound”, ha aggiunto la madre, originaria del comasco.

“Non riusciva a staccarsi. Lui e il fratello Walter hanno radici profonde a Torre Maura. La difendono. Io avrei voluto tornare al nord tante volte, ma i miei figli me lo hanno impedito, sono romani dentro. Simone non poteva sopportare tutta questa strumentalizzazione. Mi ha detto: ‘Mamma, bisogna dire qualcosa. Non si può stare zitti di fronte a questi che vengono a speculare sulla povera gente per raccattare quattro voti. Stanno distruggendo il nostro quartiere'”.

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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in "Lettere moderne" presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in "Lettere moderne", con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.