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La storia di Alice: troppo donna per fare la bagnina

Prossima alla laurea in ecologia, dispone anche di brevetto di primo soccorso, eppure è costretta a lavorare in trasferta.

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Alice Soldi, ha 26 anni, una laurea in Biologia e una grande passione per il mare, ma soprattutto è altamente qualificata per esercitare la professione di bagnina. D’altra parte, nove anni di nuoto agonistico alle spalle e un brevetto di assistente bagnanti, la renderebbero la candidata ideale per questo mestiere.

Eppure molti dei titolari dei numerosi stabilimenti balneari, alberghi e piscine disseminati tra Fano e Pesaro non rispondono neppure alle sue richieste. E quelli che lo fanno la scartano, limitandosi a dire di preferirle dei maschi robusti per le manovre di salvataggio. Così la giovane viene regolarmente esclusa: “Per lavorare nella stagione estiva – racconta Alice al Resto del Carlino – sono costretta ad andare a Numana ma con aggravio dei costi per vitto e alloggio.

Io vorrei farlo nelle nostre spiagge”.

Troppo donna per lavorare

“Tre anni fa, con il brevetto da bagnina in mano, molto prima dell’inizio della stagione, ero passata da uno stabilimento balneare all’altro dalle spiagge di Fano a quelle di Pesaro, per consegnare il mio curriculum con la speranza di trovare lavoro – prosegue il suo racconto di discriminazione -. Ma quante volte mi sono sentita dire, a volte anche con toni maliziosi e maschilisti, che non assumevano ragazze perché ‘come fa una ragazza ad andare a salvare un uomo grosso che affoga in mezzo al mare?”.

Quella di Alice è una storia amaramente comune. Comune perché è soprattuto la storia di una cultura intrisa di machismo, una società che attinge da un immaginario femminile creato dagli uomini per gli uomini, in cui la discriminazione diventa galanteria e le molestie sinceri apprezzamenti. Alice è stata rifiutata perché troppo bella – “Una ragazza, anche carina, che distrarrebbe i bagnanti e li farebbe affogare tutti -, troppo acqua e sapone – “Se ti truccassi saresti molto più carina”, troppo debole, ma soprattutto perché donna. Ora, dopo tre anni (di cui 8 mesi trascorsi in Paraguay) Alice è tornata a casa e vorrebbe nuovamente cercare lavoro come bagnina per la stagione estiva, consapevole che se la forza in acqua non conta, sulla terra ferma diventa una caratteristica fondamentale per poter “nuotare controcorrente”.

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