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Torino, 56enne aggredita a mazzate dall’ex compagno: arrestato

L'aggressore la aspettava nascosto nel buio dell'androne, con una mazza da baseball. Salvata solo dall'intervento di una giovane donna.

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Ennesimo caso di violenza sulle donne, questa volta a Torino, dove una 56enne è ora ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco con 20 punti di sutura sparsi tra capo, nuca, testa e collo, un occhio nero, oltre che lividi e graffi su tutto il corpo in seguito ad una aggressione perpetrata dall’ex compagno.

L’uomo, un agente immobiliare 56enne, dopo averla attesa nell’androne della sua abitazione, la ha più volte colpita con una mazza da baseball, scaraventandola poi giù dalle scale e cercando di soffocarla.

Salvata dall’intervento di una donna

Ad evitare il peggio solo l’intervento di una giovane madre di origini marocchine, che udite le urla della donna provenire dall’interno del palazzo, ha deciso di intervenire. Si è quindi fatta strada nell’edificio seguendo le grida, riuscendo così a fermare l’aggressore prima che questo potesse portare a termine il suo piano.

Il racconto dell’aggressione

Ed è la stessa vittima, intervistata dal Corriere della Sera, a raccontare la sua terribile esperienza. “Erano circa le 9, stavo uscendo in strada, ma non sono nemmeno riuscita ad aprire il portone. Ho sentito un dolore improvviso alla testa, mi sono girata e l’ho visto”. Una cosa terribile, spiega, perché “Non riuscivo a credere che l’uomo con il quale avevo condiviso 8 anni della mia vita fosse venuto ad uccidermi con una mazza da baseball”.

Dopo averla colpita una prima volta, l’ex compagno le avrebbe gridato “Adesso ti ammazzo”. Per poi percuoterla ripetutamente alla testa. Dopodichè,racconta la vittima, “Mi ha spinta giù per le scale della cantina e mi ha stretto le mani intorno al collo”. In quel momento, confida al giornalista, “Pensavo di essere morta”. “Invece”, prosegue, “Mi ha salvato l’intervento di quella ragazza e il pensiero dei miei figli”. La donna spiega ora che la sua salvatrice ha dei problemi con il permesso di soggiorno, ma che lei farà tutto quello che è in suo potere per aiutarla.

La vittima: “Ho paura per il mio futuro”

Nella speranza che il suo ex compagno non venga messo nella condizione di nuocerle ancora. “Fra pochi giorni dovrei lasciare l’ospedale”, confida, “Ma non vorrei che la mia guarigione possa far cambiare il capo di imputazione. Quell’uomo voleva uccidermi e deve restare in carcere”.

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