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Livorno, salvata bimba di 7 anni caduta in una cisterna d’acqua

E' stato un adulto a salvare la bimba di 7 anni accidentalmente caduta nella cisterna d'acqua. Pare abbia ceduto la copertura in cemento

Livorno
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Sfiorata la tragedia a Livorno, dove una bimba è stata salvata in extremis dopo essere precipitata in una cisterna d’acqua. Fortunatamente è stato solo un brutto spavento.

Livorno, bimba cade nella cisterna

E’ sfuggita agli occhi di mamma e papà e stava per perdere la vita.

Salvata a Livorno una bambina di 7 anni che era salita sul coperchio di una cisterna d’acqua utilizzata per l’irrigazione. Stando alle prime notizie rese note e ai primi accertamenti effettuali in loco, la copertura in cemento ha ceduto e la bambina è caduta nella cisterna piena d’acqua fino a 1,5 metri dal bordo esterno.

A salvarla, stando a quanto riferito da Ansa, sarebbe stato un uomo presente e testimone dell’accaduto.

Sembrerebbe trattarsi dell’adulto che accompagnava il gruppo. La guida si è immersa e ha recuperato la bambina, lasciandola tra le mani delle persone che si trovavano all’esterno della cisterna. Tuttavia, l’uomo a sua volta ha trovato delle difficoltà, non riuscendo più a risalire. Sul posto, in via delle Sorgenti, sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperare l’uomo che era in leggero stato di ipotermia e che è stato affidato al personale del 118, fa sapere ancora Ansa.

Il caso più terribile di bimbi caduti in una cisterna è quello di Ciccio e Tore. Una vicenda che ha tremendamente segnato la cronaca nera italiana. Li avevano cercati ovunque, battendo metro dopo metro le campagne alla periferia di Gravina e ispezionando decine di cisterne. Ma dei fratellini scomparsi nessuno sapeva più niente. Eppure loro erano sempre stati a due passi dal municipio e dalla stazione ferroviaria, nascosti nella cisterna di un vecchio caseggiato abbandonato, precipitati dopo un volo di venti metri dentro il pozzo che gli inquilini di una volta usavano per pescare l’acqua. In quel rudere che i bambini del paese usavano come un luna park, Francesco e Salvatore Pappalardi dormivano l’ultimo sonno vicini come sempre, forse vittime di una tragico gioco o di uno spietato assassinio., ricorda la Repubblica.

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