Senegalese ubriaco picchia la moglie e tenta di uccidere la figlia
Cronaca

Senegalese ubriaco picchia la moglie e tenta di uccidere la figlia

Senegalese ubriaco tenta di uccidere la figlia
Senegalese ubriaco tenta di uccidere la figlia

L'uomo, privo di permesso di soggiorno, ha picchiato la moglie per anni, anche alla presenza della figlia maggiore: è stato arrestato.

Completamente ubriaco, ha picchiato la moglie e poi ha cercato di uccidere la figlia neonata. È accaduto a Oristano, in Sardegna, si apprende da Leggo. Il protagonista della vicenda è un senegalese di 40 anni, la cui identità non è stata resa nota. La Procura di Oristano ne ha ordinato l’arresto, eseguito dagli agenti della Mobile, e la custodia cautelare nel carcere di Massama. Dovrà rispondere delle accuse di tentato omicidio aggravato, lesioni personali e maltrattamenti nei confronti della coniuge. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che l’uomo abbia picchiato la moglie anche utilizzando oggetti e alla presenza della figlia maggiore, di 6 anni.

Senegalese picchia la moglie

Le violenze nei confronti della moglie si sono perpetrate per anni, hanno rivelato le indagini della procura. Più volte la donna, anch’essa senegalese, si è dovuta recare in pronto soccorso a causa delle lesioni riportate. Gli scatti d’ira erano provocarti, in gran parte, da questioni economiche: il 40enne, in preda ai fumi dell’alcol, chiedeva insistentemente soldi alla moglie per giocare alle slot-machines o per comprare alcolici.

Sulle sue braccia e sul suo volto sono ancora visibili i segni di alcune aggressioni. In un’occasione, il marito l’ha sfregiata colpendola sul viso con una bottiglia di vetro.

Il tentato omicidio

Le percosse non sono cessate neppure quando la donna era in stato di gravidanza. A gennaio, ormai giunta all’ottavo mese, i medici l’hanno dovuta medicare e, data la gravità delle lesioni, sono stati costretti a far nascere subito la bambina con un parto cesareo. Ma quando la piccola aveva solo due mesi, il padre ha cercato di ucciderla. Secondo quanto testimoniato anche dalla sorella di 6 anni, la neonata è stata sbattuta in terra dal padre. Poi, si legge nell’ordinanza, “venne raccolta da terra come un oggetto dal padre e riconsegnata alla madre. Lei, mentre scappava di casa con in braccio la bimba, cercando di rifugiarsi dai vicini di casa, venne ulteriormente inseguita e colpita con pugni al viso.

Solo l’intervento di alcuni presenti fece cessare la furia dell’uomo. Madre e figlia vennero accompagnate in ospedale, dove restarono entrambe ricoverate per cinque giorni”. La caduta “poteva risultare fatale per la neonata e solo per fortuita casualità il colpo non attinse zone vitali”.

La Procura di Oristano ha reso noto che il senegalese è “irregolare” in quanto “attualmente privo dei requisiti richiesti per restare nel nostro Paese”. Nell’agosto del 2016 gli è stata rigettata la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno. La moglie, invece, soggiorna legalmente in Italia e ha una regolare attività lavorativa.


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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in "Lettere moderne" presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in "Lettere moderne", con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.