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Rosolina Mare, neonato gettato nel cassonetto: corsa per salvarlo

Il piccolo era stato messo in una borsa ancora vivo. Lo hanno trovato in un cassonetto davanti al cimitero del paese

Rosolina Mare
Rosolina Mare

Il cassonetto è un simbolo supremo della nostra società ossessionata da far sparire i suoi sprechi, le sue tracce. Nessuno può sapere quale mossa intima possa spingere a un simile gesto, abbandonando quelle piccole creature nel luogo dell’immondizia. E’ successo anche a Rosolina Mare, in provincia di Rovigo. Nella mattinata di mercoledì 24 aprile, infatti, un neonato è stato ritrovato in un cassonetto davanti al cimitero del paese.

Il piccolo era stato messo in una borsa ancora vivo. All’alba qualche passante ha sentito i suoi vagiti e chiamato le forze dell’ordine. Il 118 è subito intervenuto per una corsa contro il tempo. I medici stanno facendo di tutto per riuscire a salvargli la vita. Si tratta di un maschietto attualmente ricoverato in condizioni critiche e di ipotermia all’ospedale di Adria.

Questo significa che il bambino ha trascorso diverse ore prima di essere avvistato. Fortunatamente però, il quadro clinico apparirebbe in lento miglioramento. Si tratta di un piccolo miracolo, perché di lì a poco sarebbe potuto passare il camion che raccoglie i rifiuti e per lui non ci sarebbe stato più nulla da fare

I numeri dell’abbandono

Episodi come quello di Rosolino Mare non sono così rari. Una statistica del 2012 dice che in Italia sono circa tremila all’anno i neonati abbandonati e ritrovati (soprattutto vivi, ma spesso anche morti, riporta Il Foglio). Non sono pochi. Sappiamo che il 73% è figlio di italiane, il 27% di immigrate, le minorenni risultano soltanto il 6%. Di questi abbandoni soltanto circa 400 l’anno avvengono in ospedale, cioè al riparo e con la tutela della legge sul non riconoscimento al parto.

Alla Mangiagalli di Milano, nel 2014, sono stati 23 i bambini non riconosciuti, pari all’0,08% delle nascite.

Se non è il cassonetto dei rifiuti, è un bagno pubblico o la panchina di un parco. Non dovrebbe andare sempre così. Alcune regioni, infatti, hanno da tempo istituito un sistema di assistenza, il Percorso Mamma Segreta, per indirizzare e tutelare le madri che decidono di non riconoscere il figlio, partorendo in anonimato. Così ricorda Il Foglio.

Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.


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Asia Angaroni

Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.

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