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Abusi sessuali durante esorcismi: prete “cacciato” da Papa Francesco

Dopo la sospensione arriva il decreto di Papa Francesco, che dimette dallo stato clericale "don" Michele Barone, accusato di violenza sessuale.

Michele Barone

Dopo la sospensione, Papa Francesco firma il decreto che riduce allo stato laicale Michele Barone, il prete accusato di violenza sessuale e lesioni nei confronti di tre donne, che si erano rivolte al parroco del Tempio di Casapesenna perché convinte di essere possedute dal demonio.

La Procura ha accertato che l’uomo sottoponeva le sue vittime “a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisicopsichica”.

Dimissione dallo stato clericale

“La Diocesi di Aversa, comunica che, con Decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede (Prot. N. 143/2018), il Santo Padre Francesco (..) con suprema e inappellabile decisione, ha decretato la dimissione dallo stato clericale del Rev. Michele Barone, di questa Diocesi di Aversa e membro dell’Associazione ‘Piccola Casetta di Nazareth’.

Il Decreto è stato notificato all’interessato, che, per la dimissione dallo stato clericale, non potrà più esercitare il ministero sacerdotale ed è dispensato dagli obblighi e dagli oneri derivanti dalla Sacra Ordinazione” viene chiarito in una breve nota datata 6 maggio 2019.

“La Chiesa, anche quando applica la legge canonica nella sua legittima severità, ha come fine la salvezza delle anime, rimane in preghiera continuando a sostenere con fraterna carità quanti sono nella sofferenza” viene infine precisato.

Il caso

Michele Barone è stato fermato nel febbraio 2018 con l’accusa di violenza sessuale e lesioni commesse ai danni di tre donne. L’uomo, ex parroco di del Tempio di Casapesenna in provincia di Caserta, è attualmente detenuto nel carcere di Carinola. A suo carico pesanti accuse, ovvero aver abusato di tre fedeli durante presunti esorcismi. Il caso è scoppiato dopo che la sorella di una delle vittime si era rivolta a Le Iene.

Da qui l’indagine della Procura che ha accertato come il prete riuscisse a generare “nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio. Don Michele Barone quindi, sempre stando agli inquirenti, sottoponeva le vittime “a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisicopsichica, nonché della loro dignità”. Persino gli esorcismi erano compiuti senza alcuna autorizzazione e “in totale dispregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale”.

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