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Casal Bruciato, tra i denunciati anche chi ha urlato: “Ti stupro”

Tra le accuse di cui i responsabili dovranno rispondere compaiono minacce, istigazione all'odio razziale e violenza privata.

Rom, denunce Casal Bruciato
Rom, denunce Casal Bruciato

Sono scattate le prime denunce in seguito alle proteste contro l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom a Casal Bruciato, alla periferia di Roma. Tra i denunciati, riporta l’Ansa, ci sarebbe il giovane che si è rivolto a una donna e alla sua bambina urlando la frase: “Ti stupro“.

Le forze dell’ordine hanno individuato anche coloro che hanno insultato la famiglia con epiteti razzisti. Le accuse di cui i responsabili dovranno rispondere, informa Repubblica, sono minacce, istigazione all’odio razziale e violenza privata.

“Non ho mai detto quelle parole”

Daniele, il ragazzo accusato di aver minacciato la donna rom di violenza sessuale, è stato identificato dalla polizia grazie alle immagini delle telecamere che lo hanno ripreso durante le proteste.

Il giovane ha negato ogni accusa: “Non ho mai detto a quella signora rom quello che tutti i giornali scrivono, ovvero ‘ti stupro’. Le ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette. Il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene”. Il ragazzo ha poi preso le distanze dal movimento politico di estrema destra associato alle recenti proteste nelle periferie della capitale: “Io non appartengo a CasaPound, a nessun movimento.

Non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Non sono un militante ma ho partecipato ad alcune loro iniziative”.

La sua vicinanza a CasaPound, tuttavia, è stata dimostrata da alcune immagini, diffuse sul web, che lo immortalano a fianco di esponenti del partito, con i suoi simboli ben in vista sulla giacca. Sui suoi profili social, inoltre, sono presenti diversi post negazionisti, come quello in cui Hitler afferma: “Ma quale Olocausto? So’ morti tutti de’ epilessia“.

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