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Napoli, trasferita dopo 10 ore in un altro ospedale: morta 66enne
Cronaca

Napoli, trasferita dopo 10 ore in un altro ospedale: morta 66enne

san giovanni bosco di napoli

L'avvocato: "Si tratta dell'ennesimo possibile episodio di malasanità in Campania".

Si è spenta dopo 10 ore Anna Rosaria Olmo, la 66enne che, giunta al pronto soccorso per alcuni problemi alle vie urinarie, ha dovuto attendere un’infinità di tempo prima di essere trasportata in una clinica che potesse curarla. La donna era stata accompagnata all’ospedale San Giovanni Bosco dai figli nella tarda mattinata di venerdì 10 maggio 2019. Dopo averle diagnosticato un blocco renale, i medici ne hanno disposto il trasferimento in una clinica specializzata. La paziente è stata costretta ad aspettare mezza giornata prima di essere portata all’ospedale Cardarelli, dove è deceduta domenica 12 maggio 2019. I parenti hanno preteso tutti i referti medici della madre per denunciare l’accaduto. Riccardo Vizzino, legale dei figli della vittima, ha commentato il drammatico episodio con queste parole: “Siamo pronti alla formulazione dell’esposto dinanzi alle competenti autorità al fine di far emergere le eventuali responsabilità di tipo penale“.

La vicenda

Marco de Chiara, uno dei figli della donna, ha spiegato di avere portato la madre al San Giovanni Bosco di Napoli intorno alle 11 del mattino del 10 maggio.

La signora era già stata ricoverata presso l’ospedale per varie patologie ed era stata assistita egregiamente, come tiene a sottolineare il figlio.

“Stavolta siamo arrivati al punto che dopo ore di permanenza al pronto soccorso, ho dovuto comprare un termometro in farmacia perché non ne trovavano e mia madre aveva 40 di febbre” ha dichiarato de Chiara, lamentandosi delle deplorevoli condizioni di disagio del San Giovanni Bosco, privo della strumentazione necessaria alle cure dei pazienti.

La 66enne sarebbe stata sottoposta ai primi controlli sanitari e a un’ecografia che avrebbe individuato il blocco alle vie urinarie. I medici hanno quindi spiegato ai parenti di dovere trasferire la donna al reparto di Urologia di un’altra clinica, non essendo presente questa specialistica al San Giovanni Bosco.

Il trasferimento, nonostante l’urgenza, non è stato immediato. La paziente è stata condotta solo alle 21 all’ospedale Cardarelli, dove, come stabilito dal protocollo, i medici hanno dovuto ripetere tutti gli esami diagnostici e procedere con una Tac.

Una volta accertata la presenza di un’infezione, la donna è stata ricoverata in Medicina d’urgenza fino a essere trasferita, sabato pomeriggio, nel reparto di Rianimazione. Qui la paziente è deceduta alle 23.10 di domenica 12 maggio.

Il commento del direttore

Roberto Rago, direttore del San Giovanni Bosco, ha giustificato l’accaduto spiegando che l’ospedale è dotato di tutte le apparecchiature necessarie, ma che i pazienti devono aspettare il proprio turno, soprattutto quando il pronto soccorso è affollato. “La paziente è stata sottoposta a tutte le possibili cure che potevano esserle fornite nel nostro presidio dai tracciati alla terapia antibiotica” ha dichiarato Rago, mostrando le ricevute dei fax che rivelano la ricerca effettuata dai sanitari per trovare un posto in Urologia presso gli ospedali dotati di questo reparto. “Nonostante i ripetuti tentativi e le richieste inviate al 118 e alle centrali Core e Cot non è uscita nessuna disponibilità”.


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