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Deborah torna libera, riconosciuto eccesso colposo di legittima difesa

Deborah torna libera

Il procuratore ha stabilito che la ragazza ha agito per difendere se stessa e i familiari: "Era disperata per quello che ha fatto".

Deborah Sciacquatori è tornata libera.

La Procura di Tivoli ha stabilito il suo rilascio, escludendo la necessità di una misura cautelare in carcere. Il Corriere della Sera informa che l’accusa a suo carico è stata derubricata da omicidio volontario a eccesso colposo di legittima difesa. Il procuratore ha confermato che la ragazza ha agito per difendere se stessa e i propri familiari. Un caso apparso, fin da subito, estremamente delicato. Per questo motivo, riporta Fanpage, il pm e il procuratore avevano già optato per gli arresti domiciliari a casa di una zia in alternativa al carcere.

Eccesso colposo di legittima difesa

“L’atto si può qualificare allo stato come episodio di eccesso colposo di legittima difesa”, si legge nel comunicato del procuratore Francesco Menditto. Fondamentali per determinare il capo di imputazione sono state anche le testimonianze della stessa Deborah e delle sue familiari, in particolare quelle relative alle parole pronunciate dalla 19enne al momento della colluttazione. Prima di colpire al morte il padre, infatti, la ragazza lo ha pregato di fermarsi e di non fare niente.

Subito dopo avergli inferto il colpo mortale, si è avvicinata a lui dicendo: “Non mi lasciare, ti voglio bene. Papà, perdonami, non volevo ucciderti“.

L’interrogatorio della madre

“Nel corso dell’interrogatorio, Deborah ha pianto tantissimo“, ha raccontato Menditto. “Era disperata per quello che ha fatto”. Gli inquirenti hanno ascoltato anche la madre, Antonietta, che ha confermato la versione dei fatti riferita dalla giovane e ha spiegato di “non aver denunciato nuovamente l’uomo [dopo la sua scarcerazione, ndr] perché aveva il terrore che le autorità le avrebbero tolto la figlia“.