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Firenze, cariche della polizia al comizio di Salvini: minacciata un’attivista

"Ti infilo il manganello nell'ano": la denuncia scioccante di un'attivista attaccata dalla polizia.

minacciata dalla polizia

Disordini nel capoluogo toscano, dove, in occasione del comizio di Matteo Salvini, sostenitore del candidato sindaco di centrodestra Ubaldo Bocci, la polizia avrebbe caricato alcuni protestanti che stavano cercando di sfondare il cordone che delimitava Piazza Strozzi. Gli scontri, avvenuti intorno alle 20.20 di domenica 19 maggio 2019, avrebbero coinvolto un centinaio di persone appartenenti a vari collettivi e associazioni, come lo Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), il Cua (Collettivo universitario autonomo), il Cas (Collettivo antagonista studentesco) e il Collettivo femministe Spine. Come testimoniano le foto pubblicate sui social dal sito web “Firenze dal basso“, durante la contestazione sono rimasti feriti diversi attivisti. Una di loro, aggredita e minacciata, ha raccontato la sua esperienza.

La carica

L’attivista che ha voluto denunciare pubblicamente l’aggressione da parte di alcuni poliziotti si trovava insieme a molti altri manifestanti in prossimità di Piazza Strozzi.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa, tre agenti, ai quali successivamente se ne sarebbero aggiunti due, l’avrebbero trascinata per il collo lontano dagli altri manifestanti, dietro le videocamere dei giornalisti, e l’avrebbero picchiata ripetutamente con calci e percosse. Addirittura, l’avrebbero minacciata di infilarle “il manganello nell’ano” se non fosse stata ferma.

comizio di Salvini

“Immobilizzata, identificata , sono stati rilasciata perché ‘il pezzo grosso’ ha dichiarato che non avevo fatto niente e che stavano esagerando” ha affermato la protestante nella sua testimonianza. “Quello che è successo ieri fa male al cuore , alla speranza , alla voglia di esserci , di manifestare i propri pensieri e il proprio dissenso dal disastro che si sta creando”.

Il commento dei collettivi

Salvini parla dei ‘soliti centri a-sociali‘. Ma in piazza con noi c’era un intera città che ha respinto la propaganda leghista fatta sui cadaveri dei migranti morti nel Mediterraneo” scrive in una nota Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), che ha partecipato all’organizzazione della contestazione e il cui portavoce si dice interdetto rispetto a quanto accaduto.


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