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Scontri Genova, il sindaco Bucci si difende dalle accuse
Cronaca

Scontri Genova, il sindaco Bucci si difende dalle accuse

sindaco di Genova

Il primo cittadino risponde alle polemiche sorte dopo i disordini: "Certe accuse formulate da esponenti del Pd mi lasciano incredulo".

“Non è mio compito vietare comizi in campagna elettorale a liste che ogni cittadino troverà regolarmente sulla sua scheda”. Queste le parole del sindaco di Genova Marco Bucci, accusato dal Partito Democratico di essere responsabile dei violenti scontri avvenuti nella città il 23 maggio 2019. Alcuni protestanti antifascisti erano infatti scesi in piazza per contestare un comizio tenuto dagli esponenti di Casapound. La situazione era degenerata a tal punto che la folla era stata caricata dalla polizia e i protestanti, respinti dai fumogeni, si erano difesi lanciando contro gli agenti bastoni e pezzi di vetro. Negli scontri di piazza Corvetto, di cui il primo cittadino era venuto a sapere mentre si trovava a un appuntamento istituzionale, erano rimaste ferite diverse persone, tra cui un giornalista della nota testata “La Repubblica”.

Le accuse

A scendere in piazza contro l’estrema destra sono stati anche diversi esponenti del Pd, tra cui Alessandro Terrile, Luca Garibaldi e Stefano Bernini, oltre ad altri consiglieri comunali e regionali.

Proprio Terrile, nella serata del 23 maggio, si sarebbe scagliato in un post su Facebook contro il primo cittadino che, secondo il consigliere di centrosinistra, non avrebbe dovuto concedere la piazza a Casapound. Primo, per il fatto che si tratta di un partito di ispirazione apertamente fascista. Secondo, perché era evidente che il comizio, a cui ha preso parte una dozzina persone, avrebbe rappresentato un problema non indifferente per l’ordine pubblico. Le accuse non finiscono qui. Terrile ha ricordato come il Comune di Genova non si sia fatto scrupoli a negare un comizio al Pd per un’iniziativa elettorale.

“Incomprensibile che si possa dire che la colpa di quanto accaduto sia del sindaco e della sua maggioranza” ha dichiarato Marco Bucci, dicendosi interdetto per le accuse rivoltegli dai rappresentanti del partito di Nicola Zingaretti.


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