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Multa di 15mila euro per chi porta il cellulare in cabina elettorale

La Suprema Corte ha condannato un 77enne di Firenze per aver fotografato il proprio voto alle urne delle elezioni politiche del 2013.

Cellulare in cabina elettorale
Cellulare in cabina elettorale

Si inaspriscono le sanzioni per chi porta il cellulare all’interno della cabina elettorale. L’agenzia Agi informa che, in base a quanto stabilito da una sentenza della Suprema Corte depositata a marzo, le sanzioni per chi trasgredisce la norma che vieta l’uso del telefono alle urne sono aumentate, fino a raggiungere il tetto di 15mila euro. Questa è, infatti, la cifra che il Tribunale di Firenze ha condannato a pagare un uomo di 77 anni. L’imputato è stato giudicato colpevole di aver scattato una fotografia della propria scheda elettorale (sui cui era ben visibile la preferenza espressa) alle elezioni politiche del 2013.

La sentenza di Firenze

Durante il processo, nel maggio 2017, l’uomo ha ammesso di aver scattato la foto all’interno della cabina elettorale, ma si è difeso sostenendo che non si è trattato di un reato.

Il suo avvocato ha infatti dichiarato che, perché il suo assistito fosse condannabile, lo scatto sarebbe dovuto essere “preceduto dall’invito del presidente del saggio a non introdurre nella cabina il mezzo di riproduzione visiva”. La Corte d’appello di Firenze lo ha però condannato, convertendo la detenzione in una pena pecuniaria. Il tribunale ha affermato che “la norma punitiva non prevedeva affatto, come elemento costitutivo del reato contestato, il previo invito del presidente del seggio a non introdurre nella cabina elettorale strumenti atti a fotografare il voto espresso”.

L’uomo ha fatto ricorso in Cassazione, che ha però respinto la sua richiesta e ha ribadito la condanna del tribunale fiorentino: “L’interpretazione letterale della norma non si presta a equivoci.

La condotta costituente reato è esclusivamente quella descritta nel comma primo della stessa”. A questo reato la norma “fa esclusivo riferimento nel prevedere la sanzione penale in caso di inosservanza”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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