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Cassazione: “È reato vendere i prodotti derivati della cannabis light”

Le sezioni unite penali della Suprema Corte hanno vietato la vendita di derivati quali olio, foglie, resina e inflorescenze.

Cassazione su derivati cannabis
Cassazione su derivati cannabis

La Cassazione ha decretato che la vendita di prodotti derivati dalla cannabis light costituisce reato. La decisione, riporta Repubblica, è stata presa dalle sezioni unite penali, alla presenza del presidente aggiunto Domenico Carcan. Tra i prodotti la cui commercializzazione è vietata compaiono l’olio, le foglie, la resina e le inflorescenze. La sentenza va nella direzione opposta rispetto a quanto stabilito al termine di un precedente processo che, nel mese di gennaio, aveva annullato il sequestro di un punto vendita di Prato, stabilendo la legalità della vendita dei prodotti a base di marijuana.

La sentenza

In precedenza, due sessioni della Cassazione erano già state chiamate a deliberare sulla questione, arrivando a due esiti diversi. Come riporta Il Messaggero, infatti, la Quarta aveva vietato la commercializzazione, mentre la Sesta l’ha permessa.

Per questo motivo, la Procura generale della Cassazione ha chiesto di “trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale” davanti alle sezioni unite penali della Suprema Corte. Le conclusioni dell’udienza, che si è svolta a porte chiuse, sono state riferite dall’avvocato penalista Carlo Alberto Zaina.

La battaglia di Salvini

La vendita dei derivati della cannabis light è finita al centro del dibattito pubblico in seguito ad alcune dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che negli scorsi mesi ha dato vita a una vera e propria battaglia contro tutti i punti vendita. Il ministro leghista, ricorda il Corriere della Sera, ha infatti minacciato di far chiudere tutte le attività commerciali che nascondono un giro di spaccio. Le prime tre chiusure sono state registrate nella provincia di Macerata. Le forze dell’ordine hanno portato alla luce la vendita di inflorescenze di cannabis con un quantitativo di Thc (ovvero la sostanza responsabile degli effetti psicotropi) superiore allo 0,6% previsto dalla legge del 2016.

La reazione del Moige

Sulla vicenda è intervenuto il Moige – Movimento Italiano Genitori. Il direttore generale Antonio Affinita ha dichiarato: “Una risposta chiara e netta contro il supermarket della droga, quella arrivata dalla Cassazione in merito alla commercializzazione della cannabis.

Siamo lieti di questa decisione mirante a tutelare i nostri figli dall’accesso alla cannabis. La cannabis è una droga che va combattuta senza se e senza ma. Chiediamo al governo l’immediata chiusura dei cannabis shop ed un divieto rigoroso verso tutti i prodotti contenenti cannabis”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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