Trova il cane senza vita, anziana donna muore di crepacuore
Cronaca

Trova il cane senza vita, anziana donna muore di crepacuore

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Muore di crepacuore dopo aver trovato il suo cagnolino senza vita. Succede a Civitanova Marche: la donna, vedova 90enne, godeva di buona salute.

Una donna di 90 anni è morta di crepacuore dopo aver trovato il suo cagnolino, Pupi, senza vita. E’ quanto avvenuto nelle Marche a Rosa Marcantoni, in un appartamento di Civitanova: l’anziana, che viveva da sola, aveva trovato conforto nel suo inseparabile cagnolino dopo aver perso il marito. Una storia unica, che rappresenta quanto il legame tra uomini e animali possa essere profondo, raggiungendo livelli inimmaginabili.

Più di un cane

Dopo la scomparsa del consorte, Rosa aveva trovato in Pupi una compagnia costante e inseparabile, in grado di consolarla nei momenti più tristi. Un amico e compagno di vita. Nonostante la non più giovane età, la donna godeva di buona salute e s’affidava alla compagnia dell’animale per uscire quasi ogni giorno. Cronache Maceratesi, il quotidiano locale, ha ricostruito l’accaduto: Rosa, quella mattina, era uscita per andare a fare colazione insieme a una delle due figlie lasciando, per una delle rare volte, Pupi a casa.

Al rientro delle due, l’amico quattro zampe era disteso a terra, immobile, morto da qualche minuto. Inutili i tentativi di rianimarlo.

Un malore fatale

Mentre la figlia della donna chiamava il veterinario, Rosa avrebbe tentato nuovamente di rianimare il cane: all’improvviso, un malore. La donna avrebbe così perso conoscenza: in pochi minuti la Croce Verde sarebbe giunta sul posto, allertata dalla figlia e giunta sul posto insieme al personale medico sanitario del Suem 118. All’arrivo dell’ambulanza però, Rosetta era già morta: per lei nulla da fare.

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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.