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Bologna, 51enne investito e ucciso da auto della Polizia

La vittima di giorno lavorava come postino, e nel week end arrotondava consegnando pizze da asporto. Lo schianto è stato fatale.

fattorino investito

Mario Marino Ferrara ha trovato la morte mentre rientrava da una consegna di lavoro. Di giorno lavorava come postino, mentre nel week end arrotondava facendo il fattorino per una pizzeria d’asporto. Domenica sera, però, il 51enne si è scontrato con una volante della Polizia e lo schianto gli è stato fatale.

I due agenti a bordo dell’auto sono rimasti feriti, ma non in modo grave. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli uomini della Polizia Locale, intervenuti sul luogo. Stando alle prime ricostruzioni, sembra che l’uomo stesse tornando in pizzeria a bordo del suo scooter e, forse a causa della presenza di alcuni bidoni a bordo strada, non si sarebbe accorto del sopraggiungere della volante, che viaggiava con i lampeggianti accesi.

Inutili i soccorsi

L’impatto è stato violentissimo e Ferrara è stato sbalzato a decine di metri di distanza. Gli uomini del 118, giunti sul posto, hanno tentato il possibile per rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Inutile anche il trasporto in ospedale, dove l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero nel reparto di rianimazione. Il 51enne non aveva figli, ma lascia la compagna con cui conviveva da qualche anno a Bologna.

Colleghi sotto choc

Lo schianto è avvenuto poco distante dalla pizzeria, e i colleghi della vittima sono sotto choc. “Il rumore della frenata si è sentito fino a qui” ha detto uno di loro. “Non lo conoscevamo personalmente perché non lavorava con nessuna piattaforma, ma la sostanza non cambia: non si può morire per una consegna” ha detto Tommaso Falchi, portavoce di Riders Union Bologna. “Allo sgomento si aggiunge la rabbia per l’ennesima morte bianca in questo settore brutalmente deregolamentato, dove i lavoratori e le lavoratrici sono costretti a sottostare a condizioni disumane che li relegano in una condizione di insicurezza e mancanza di tutele – si legge in una nota dell’associazione -. Ci diranno che si tratta di una fatalità. Non può essere un caso che Mario sia l’ultimo di una lunga serie di lavoratori che perdono la vita per consegnare una pizza o un panino”.

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