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“Non trovo baristi da assumere, colpa del reddito di cittadinanza”

Il sospetto, spiega il titolare Danilo Volpe, è che in molti si lascino tentare dalla possibilità di guadagnare meno, ma senza lavorare.

Non trovo baristi, colpa del reddito di cittadinanza
Non trovo baristi, colpa del reddito di cittadinanza

Danilo Volpe non sa spiegarsi perché il bancone del suo bar sia vuoto e nessuno sia pronto a lavorare dietro di esso. Lui, titolare del locale La briocheria di Napoli, è alla ricerca di baristi per la sua attività, ma fatica a trovare giovani disposti ad accettare il contratto che propone. “E pensare che fino all’anno scorso appena si liberava un posto si faceva la fila per prenderselo, c’era già il rimpiazzo”, spiega in un’intervista a Il Mattino. “Adesso non trovo nemmeno un ragazzino pronto a imparare il mestiere. Non so come sia possibile, ma potrebbe entrarci il reddito di cittadinanza“.

Gli effetti del reddito di cittadinanza

Sono tre le persone che hanno lasciato il loro impiego presso La briocheria negli ultimi cinque mesi, di cui due in una sola settimana.

Una frequenza che ha stupito Danilo, perché “in un’azienda che è sul mercato da trent’anni tanti licenziamenti non erano mai capitati”. Così come non era mai capitato di faticare tanto per trovare dei sostituti. “Mi sono collegato a Internet e ho postato più volte la richiesta di personale su Facebook. Ho mandato molte mail, ma ho ricevuto poche risposte”. Qualcuno ha sostenuto il colloquio, ma nessuno ha accettato il posto: “Qualcuno ha rinviato, altri hanno detto che non ne vale la pena per 800 euro al mese. Mi hanno spiegato che potevano guadagnare di più in altri modi. Il sospetto che aspirassero al reddito di cittadinanza viene, anche perché in passato non ho mai avuto questo problema”.

A chi lo accusa di allontanare i potenziali dipendenti con salari troppo bassi spiega che “applichiamo alla lettera il contratto di lavoro, siamo controllatissimi.

Il compenso previsto è di 800 euro per lavorare dalle 6.30 alle 14.30 o dalle 14.30 alle 20.30. E nel nostro mestiere contano molto le mance. Calcolando anche quelle si arriva anche a 1200 euro al mese, più o meno la stessa cifra che guadagno io come titolare. Ma forse, se c’è la possibilità di intascare un po’ meno senza lavorare, qualcuno ha la tentazione di lasciare perdere”.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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