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Il padre del 15enne morto nel lago lancia un appello al sindaco

Il padre del 15enne annegato nel Lago Maggiore ha lanciato un appello al sindaco di Arona affinché non si ripetano più episodi di questo genere.

ragazzo-morto

È un uomo distrutto Luca Schito, il padre del 15enne Lorenzo che il 2 giugno scorso ha perso la vita annegando nelle acque del Lago Maggiore, nel territorio del comune di Arona. La disperazione non lo ha però portato a rassegnarsi, tanto da scrivere lunedì 10 giugno un post su Facebook indirizzato al sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, per esortarlo a mettere in sicurezza le rive del lago evitando così ulteriori morti.

Uno sfogo lasciato ai social, forse proprio con la speranza di raggiungere più persone possibile.

messaggio ragazzo morto

L’appello del padre

Nel post, pubblicato all’interno del gruppo Facebook “Sei di Arona se…

“, Schito propone al primo cittadino di intervenire con delle soluzioni definitive, soprattutto in vista della stagione estiva. Tra le proposte del padre, anche l’istituzione di un servizio di salvataggio tramite bagnino. Sulle rive del lago infatti, nel punto dove sfocia il torrente Vevera, è frequente la formazione di insidiosi mulinelli che negli ultimi anni hanno portato alla morte di ben quattro persone.

Nell’appello si può infatti leggere: “Salve sig.

sindaco sono il papà del ragazzo che è annegato domenica scorsa. Le volevo chiedere una gentilezza, con il cuore in mano. Solo lei può evitare altri annegamenti. Il mio appello è, visto che tanti ragazzi vanno a quel lago, di chiederle se può mettere un presidio di un bagnino oppure una guardia giurata che avvisi i ragazzi di non allontanarsi e di restare vicino alla riva. Perché prima o poi, come è successo a mio figlio o ad altri prima, ne succederanno altri.

il mio appello è questo: fermiamo altri morti. So che lei è una persona in gamba perché mi hanno parlato bene di lei. Spero che qualcuno le faccia vedere il mio messaggio, la ringrazio tanto. Fermiamo altri morti vi supplico”.

La scomparsa del ragazzo

Il 2 giugno Lorenzo Schito si trovava al lago assieme alla sorella e ad alcuni amici, che lo hanno visto per l’ultima volta mentre si stava tuffando. Da qui sono partite le richieste di soccorso con l’intervento dei sommozzatori che solo dopo due ore sono riusciti a ritrovare il corpo del ragazzo, per il quale per ormai non c’era più nulla da fare. La famiglia di Lorenzo non è della zona del Lago Maggiore, ma risiede nel comune di Cerro Maggiore, in provincia di Milano.

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