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Coppia assolta dopo 14 anni dall’accusa di stupro della figlia

La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza del Tribunale di primo grado, che aveva condannato la coppia a 5 anni di carcere.

Stupro figlia, coppia assolta
Stupro figlia, coppia assolta

La sentenza è arrivata dopo 14 lunghissimi anni. La Corte di Appello di Roma ha assolto una coppia di Viterbo accusata dello stupro della figlia che, all’epoca, aveva solo 6 anni. La donna, madre naturale della bambina, e il suo compagno sono stati condannati a cinque anni di carcere in primo grado, ma l’appello ha ribaltato la sentenza mettendo fine a oltre un decennio infamante.

Oggi tutti sanno che la 47enne (che ha scelto di mantenere l’anonimato per proteggere se stessa e la figlia) e il suo ex fidanzato sono “innocenti perché il fatto non sussiste“.

Le parole della madre

“Dopo 13 anni e mezzo è il momento di chiudere questa storia per sempre. Ce la vogliamo lasciare tutti alle spalle”, ha commentato la madre dopo la lettura della sentenza, riporta il Corriere della Sera.

Resta però l’amarezza e la consapevolezza che un così lungo calvario poteva essere evitato “se solo il Tribunale avesse acconsentito alla richiesta, più volte reiterata, di visionare nella sua interezza” il filmato delle telecamere nascoste all’interno dell’appartamento.

Le accuse

Il caso risale al gennaio del 2006. L’indagine è stata aperta in seguito all’allarme lanciato dalla badante di una vicina di casa della coppia, che ha sentito la bimba piangere nella camera da letto dei genitori.

A quelle lacrime sono seguite urla e quelle che i giudici di primo grado hanno definito “frasi inequivocabilmente significative” da parte della coppia. Gli inquirenti hanno immediatamente aperto un fascicolo di indagine per violenze e abusi sessuali in famiglia. La polizia ha piazzato microspie all’interno dell’abitazione che hanno permesso l’acquisizione di spezzoni di immagini ritenuti dai magistrati “compromettenti”, ma mai visionati per intero.

La coppia è finita in manette ed è stata allontanata dalla bambina, che oggi è maggiorenne e vive con la madre.

La donna e il compagno, nel frattempo, si sono lasciati, informa Leggo. Tra lui e la bambina, ormai adulta, c’è sempre stato un rapporto molto stretto, racconta la madre: “Lo chiamava papà. Vivevamo insieme da quando lei era molto piccola e abbiamo continuato a farlo, finché la nostra vita non è cambiata per sempre”.

I giorni di carcere

In questi 14 anni, la coppia ha conosciuto anche il carcere. “Ho fatto 37 giorni in isolamento tra Civitavecchia e Rebibbia”, ricorda la donna. “Incidevo piccole tacche sul muro per contare i giorni e le ore. Poi ci sono stati gli 11 mesi ai domiciliari. Ma nulla mi è pesato come perdere tre anni con mia figlia. L’avevo lasciata a 6 anni, l’ho ripresa a 9. Non è stato facile recuperare, anche se eravamo felici di esserci ritrovate. Ci hanno distrutto un pezzo di vita che non ritorna”

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