Bimbo morto a Mirabilandia: l’autopsia conferma l’annegamento diretto
Cronaca

Bimbo morto a Mirabilandia: l’autopsia conferma l’annegamento diretto

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I risultati preliminari emersi dall'esame autoptico confermerebbero l'annegamento diretto di bimbo, escludendo quindi malori preesistenti.

Secondo i primi risultati ufficiosi dell’autopsia, trapelati in queste ore, sarebbe confermata la morte per annegamento diretto di Edoardo Bassani, il bimbo deceduto lo scorso 19 giugno nel noto parco di divertimenti di Mirabilandia. Il piccolo venne infatti ritrovato a faccia in giù in una piscina profonda 110 centimetri dell’area tematica Mirabeach, mentre era li assieme alla madre.

Esclusa l’ipotesi del malore

I risultati preliminari dell’autopsia hanno pertanto confermato le prime ipotesi emerse in seguito alle analisi effettuate dai Carabinieri giunti sul luogo della tragedia. Ipotesi che erano state avallate anche dal procuratore di Ravenna Alessandro Mancini. È stata infatti esclusa l’ipotesi dell’annegamento indiretto, cioè causato da un precedente malore del bambino.

La conferma dell’annegamento è stata accolta con favore dalla famiglia del piccolo. L’avvocato Giovanni Zauli, che difende la madre di Edoardo, ha infatti affermato: “Sono emersi dati che confortano quanto questa difesa sta acquisendo: ovvero che la mia assistita farà il processo sul banco delle persone offese”.

Gli altri indagati

Dell’esame autoptico, eseguito dai medici legali Franco Tagliaro e Federica Bortolotti, sono stati avvisati i dieci indagati per la morte del piccolo, accusati di omicidio colposo in cooperazione.

Oltre alla madre del piccolo infatti, nel registro degli indagati è stato iscritto il bagnino 18enne che per primo è intervenuto a salvare il bimbo. Indagati anche i responsabili della sicurezza ed il direttore generale del parco. Alla fine di luglio ci sarà l’incontro tra i vari consulenti legali presso l’Istituto di Medicina Legale di Verona, dov’è stata eseguita l’autopsia.

Oltre all’autopsia sono inoltre attesi i risultati dell’analisi sui filmati delle telecamere di videosorveglianza interna. Da essi infatti si potrà finalmente ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Soprattutto come sia stato possibile che un bambino di quattro anni sia morto in una piscina gremita di gente senza che nessuno se ne accorgesse.


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Jacopo Bongini
Nato a Milano, classe 1993, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in "Nuove Tecnologie dell’Arte". Parallelamente all'ambito artistico, nel quale partecipa a diverse mostre del settore come admin della pagina Facebook Karbopapero 900, durante gli anni universitari sviluppa la passione per il mondo dell’informazione e della comunicazione. Passione che lo porta a diventare collaboratore dapprima per Il Giornale e in seguito per Notizie.it.