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Incidente di Povegliano, 21enne scarcerato: “Caduti gli indizi”

Il gip di Treviso ha accolto l'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere: cadono le accuse di omicidio volontario e tentato omicidio.

Incidente Povegliano, 21enne scarcerato
Incidente Povegliano, 21enne scarcerato

È stato rilasciato Christian Barzan, il 21enne arrestato per aver causato l’incidente di Povegliano in cui ha perso la vita Giuseppina Lo Brutto. Le accuse inizialmente contestate al ragazzo (omicidio volontario, tentato omicidio, stalking e violenza sessuale) sono cadute, si apprende dal Messaggero, per lasciare il posto al solo capo di imputazione di omicidio stradale.

Il gip di Treviso, Angelo Mascolo, ha accolto (pur parzialmente) l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere presentata dal legale di Barzan, Fabio Crea, permettendo così al giovane di tornare a piede libero.

Cadute le accuse

“La decisione del gip in relazione alla misura cautelare deve essere letta alla luce di quanto riferito dal ragazzo nel corso dell’interrogatorio di garanzia e di quanto è contenuto nella nostra memoria difensiva“, ha commentato l’avvocato Crea.

La memoria “consente di dare una lettura diversa a quanto è già presente negli atti di indagine. A questo vanno aggiunti i nuovi elementi che sono stati introdotti da noi, su cui abbiamo chiesto alla Procura di fare delle verifiche che sono già state avviate”. Davanti ai magistrati, il 21enne ha negato di aver violentato la ragazza la notte dell’incidente (“È stato un rapporto consensuale“) e ha dichiarato di aver “perso il controllo dell’auto perché stavamo litigando”, respingendo l’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio.

Barzan ha commentato la decisione del giudice affermando di essere “felice. Adesso voglio solo che la verità venga fuori al più presto”. I genitori del ragazzo hanno dichiarato di sentirsi “come se ci fosse stato tolto un peso insopportabile, ma resta il grande dolore per la morte di Giuseppina Lo Brutto che in questa storia non c’entrava nulla”.

Il rapporto con Giorgia

Ad accusare Barzan resta però la fidanzata, Giorgia, che la notte dello schianto ha riferito alla polizia: “Lo ha fatto apposta, voleva uccidermi perché non volevo stare con lui”.

Ombre sul loro rapporto emergono anche dal racconto degli amici della ragazza. Uno, in particolare, ha affermato: “Lui la umiliava, le diceva che era una povera e che non poteva permettersi i vestiti firmati. La sminuiva sempre e la trattava male”.

Tuttavia, gli inquirenti sono risaliti a diversi SMS in cui la ragazza chiedeva a Barzan di vedersi, spiegando che “non riesco a resisterti“. “Non ero solo io a cercarla”, ha confermato lui. “Proponeva di vederci anche lei. Abbiamo avuto diversi incontri e rapporti consenzienti da gennaio”.

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