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Sea Watch, i migranti: “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere”
Cronaca

Sea Watch, i migranti: “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere”

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I 42 migranti a bordo della Sea Watch chiedono aiuto all'Italia con un appello: sulla nave non c'è spazio, sono esausti e vogliono sbarcare.

La Sea Watch trascorre il suo dodicesimo giorno in balia del mare. La nave si trova al confine con le acque territoriali, a 16 miglia da Lampedusa e attende un aiuto che non arriva. I 42 migranti a bordo lanciano un nuovo appello alle autorità: “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere”. Inoltre, il capitano tedesco Carola Rackete ha dichiarato in un’intervista per La Repubblica: “Perderò la Sea Watch, ma ora forzo il blocco”.

La situazione a bordo

Sulla nave Sea Watch ci sono ancora 42 migranti che attendono di sbarcare sulle coste italiane. In un video pubblicato da Forum Lampedusa Solidale uno di loro racconta: “Immaginate come deve sentirsi una persona che è scappata dalle carceri libiche e che ora si trova sui, costretta in uno spazio angusto, seduta o sdraiata senza potersi muovere. Inevitabilmente rischia di sentirsi male” ha spiegato. Poi ha lanciato il suo appello: “Non ce la facciamo più, la barca è piccola e non possiamo muoverci.

Non c’è spazio. L’Italia non ci autorizza a sbarcare, chiediamo il vostro aiuto, chiediamo l’aiuto delle persone a terra. Pensateci perché qui non è facile“.

Il capitano

La tedesca Carola Rackete si dice pronta ad affrontare le conseguenze del suo gesto: il capitano della ong, infatti, intende lasciare la Sea Watch per tentate di salvare le persone a bordo. Nell’intervista realizzata da Repubblica afferma: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So che cosa rischio: le denunce e il sequestro. Ma i 42 naufraghi che ho a bordo sono allo stremo e io sono responsabile”.

© Riproduzione riservata

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Laura Pellegrini
Classe '98, cresciuta condividendo il sogno del padre. Veronese di origini, ma milanese acquisita. Da sempre curiosa e attenta ai fatti di attualità, spera di costruirsi (in futuro) un nome nel giornalismo politico. L'ambizione è quella di lavorare nelle istituzioni europee, ma per ora prosegue gli studi di Comunicazione e Società all'Università di Milano.
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