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Sea Watch entra in acque italiane: rischia la confisca e una denuncia
Cronaca

Sea Watch entra in acque italiane: rischia la confisca e una denuncia

capitana sea watch
capitana sea watch

La capitana: "Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio, ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo".

La capitana della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, ha forzato il blocco e si dirige verso Lampedusa, nonostante il divieto di approdo lanciato dal Viminale. La nave si troverebbe ora in acque italiane, mentre solo poche ore fa il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva ribadito la sua linea dura. La motovedetta della Guarda di Finanza ne ha intimato lo stop: l’organizzazione rischia il sequestro della nave e una multa fino a 50.000 euro. “Non è rimasta alcuna soluzione per assicurare la sicurezza dei nostri ospiti, i cui diritti sono stati violati per un tempo sufficientemente lungo” ha dichiarato il presidente della nave.

Sea Watch in acque italiane

Carola Rackete, il capitano della Sea Watch 3, aveva annunciato nei giorni scorsi il probabile avvicinamento alle coste italiane per provare a salvare i 42 migranti a bordo. Nelle ultime ore, infatti, l’azione è entrata nel vivo e la nave ha forzato il blocco entrando nelle acque italiane.

Carola avrebbe scavalcato anche la decisione della Corte Europea: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio, ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo” ha dichiarato. Infatti, il capitano si dirige verso la confisca della nave e verso una denuncia nei suoi confronti. Per 14 giorni il governo ha lasciato la nave in balia delle acque, mentre la Corte Europea auspicava nella buona condotta delle “autorità italiane affinché continuino a fornire l’assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute”.

Le reazioni

I legali della ong si schierano a fianco della capitana:”Siamo tutti con lei. A questo punto è nella responsabilità del comandante portare in salvo i naufraghi”. La mattina di mercoledì 26 giugno, inoltre, la stessa ong aveva pubblicato un tweet: “Se il nostro capitano Carola porta i migranti salvati dalla Sea Watch 3 in un porto sicuro, come previsto dalla legge del mare, affronta pene severe in Italia”.

Per questo motivo l’organizzazione aveva lanciato una raccolta fondi per l’assistenza legale “per aiutare Carola a difendere i diritti umani“. Si attendono le reazioni del Viminale e dello stesso Matteo Salvini.

La linea dura di Salvini

Matteo Salvini continua a opporsi a un possibile sbarco dei 42 migranti a bordo dell Sea Watch e rilancia: “Sono stufo, lo sappia quella sbruffoncella. La nave è olandese, la nostra pazienza ha un limite. Hanno fatto una battaglia politica sulla pelle dei migranti. Qui non sbarca nessuno“. L’ingresso della nave nelle acque italiane è avvenuto alle 13.50. Il ministro dell’Interno, però, ha ribadito: “Per un giochino politico stanno mettendo a rischio i migranti.Useremo ogni mezzo legalmente lecito e necessario per bloccare questo scempio del diritto. L’Italia non può essere punto di approdo per i complici dei trafficanti di esseri umani. L’autorizzazione non la darò mai. Pretendiamo come Italia dignità e rispetto. Occupiamoci degli italiani”.

Infine, il vicepremier minaccia Carola: “Avviso al comandante della Sea Watch, l’Italia non è più disposta ad accogliere i clandestini. Il comandante, il governo olandese, le autorità tedesche e i vertici dell’Unione europea risponderà di questo. Non sbarca nessuno, mi sono rotto le palle. Lo sappia quella sbruffoncella”.


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Laura Pellegrini
Classe '98, cresciuta condividendo il sogno del padre. Veronese di origini, ma milanese acquisita. Da sempre curiosa e attenta ai fatti di attualità, spera di costruirsi (in futuro) un nome nel giornalismo politico. L'ambizione è quella di lavorare nelle istituzioni europee, ma per ora prosegue gli studi di Comunicazione e Società all'Università di Milano.
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