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Strage di Chiuso, accoltellò le tre figlie: concessa la semilibertà
Cronaca

Strage di Chiuso, accoltellò le tre figlie: concessa la semilibertà

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E' ospite in una comunità di Lecco e potrà uscire per qualche ora. La donna era stata assolta per la strage di Chiuso per totale vizio di mente.

“Non voglio sapere se è all’inferno o in paradiso, perché questo non potrà mai cambiare il mio dolore” afferma al Giornale di Lecco Bashkim Dobrushi, il padre di Simona, Keisi e Sidny, di 13, 10 e 3 anni, accoltellate a Chiuso dalla madre nella notte tra l’8 e il 9 marzo del 2014.

L’assoluzione

Dopo il triplice delitto, la donna tentò anche il suicidio. Agli inquirenti poi raccontò: “Non volevo vivessero una vita di disperazione”. Edlira Copa, originaria dell’Albania, nel maggio 2015 era stata assolta per un totale vizio di mente perché affetta da “psicosi paranoide acuita dai problemi personali preesistenti”.

I giudici le avevano però imposto una reclusione all’interno di una struttura psichiatrico-giudiziario. A poco più di cinque anni dalla strage, dal 1 giugno 2019, alla 42enne è stata concessa la semilibertà, dopo aver completato un percorso di recupero all’interno di una Rems (ex Opg) a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

Attualmente si troverebbe ospite presso una struttura della provincia di Lecco.

Le parole dell’ex marito

Voglio solo andare avanti, pensare alla mia nuova famiglia, senza mai dimenticare però Simona, Keisi e Sidny. La loro madre per me è morta” dichiara al Corriere della Sera il padre delle bambine.

Don Franco Cecchin, ex prevosto di Lecco che con Edlira Copa ha mantenuto un rapporto epistolare, assicura: “Ora è una donna diversa. Ha preso coscienza del suo gesto. Può sembrare difficile da comprendere, – spiega – ma era già malata prima di commettere il terribile massacro, colpita da una profonda depressione dopo essersi separata dal marito”.


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