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Caso Arata, Nicastri collabora: nuovi arresti

Ad essere stati arrestati sono un ex funzionario dell'assessorato all'energia e un ex socio di Nicastri.

nicastri

Sembra esserci una svolta nelle indagini che vedono protagonista l’imprenditore Vito Nicastri, arrestato il 12 giugno. L’imprenditore infatti, da qualche settimana, sta collaborando con i pm, raccontando loro tutto ciò che sa: dagli affari con Francesco Paolo Arata, ex consulente per l’energia del ministro Salvini, alle mazzette alla Regione Sicilia.

Proprio a seguito delle confessioni di Nicastri sarebbero quindi scattati nuovi arresti da parte della Dia di Trapani. A finire in manette sono stati Giacomo Causarano, ex funzionario dell’assessorato all’energia, e un ex socio di Nicastri, Antonello Barbieri. Il primo sarebbe accusato di corruzione: avrebbe infatti favorito gli affari di Arata e Nicastri ottenendo in cambio una mazzetta da 500 mila euro. Barbieri deve invece difendersi dall’accusa di intestazione fittizia, autoriciclaggio e corruzione.

Le indagini

A metà aprile erano scattate diversi perquisizioni tra le città di Trapani, Palermo e Roma che avevano coinvolto anche l’ex sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, indagato per corruzione. L’analisi delle intercettazioni ha infatti portato a galla una conversazione nella quale Arata parlava di una mazzetta da 30 mila euro per l’esponente leghista. Il 12 giugno quindi sono finiti in carcere, a seguito di un maxi blitz, Arata, Nicastri e i rispettivi figli, tutti accusati di associazione occulta per gestire affari dell’eolico e del biometano.

Attualmente Nicastri ha per la procura lo status di “dichiarante” e le sue confessioni sono al vaglio dei magistrati. Al momento c’è dunque grande attesa per ciò che Nicastri potrebbe raccontare sulla mazzetta ad Armando Siri. Le dichiarazioni restano coperte da un rigidissimo segreto istruttorio.

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