×

La decisione della Procura: Carola Rackete non può essere espulsa

Condividi su Facebook

Nuovo schiaffo al vicepremier Salvini, che ha più volte chiesto l'allontanamento coatto della capitana della Sea Watch.

Carola Rackete no espulsione
Carola Rackete no espulsione

Seconda sconfitta per il vicepremier Matteo Salvini, dopo la decisione del Gip di Agrigento di non convalidare l’arresto di Carola Rackete. La Procura della città siciliana ha stabilito che la capitana della Sea Watch non potrà essere espulsa, come proposto invece dal ministro dell’Interno. Dovrà restare nel territorio italiano almeno fino al 9 luglio, data per cui è previsto l’interrogatorio in cui risponderà dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È questo, infatti, l’ultimo capo di accusa ancora pendente sul capo della comandante, dopo che la magistratura italiana l’ha scagionata dalle accuse di violenza a nave militare e resistenza a pubblico ufficiale.

Lo scontro tra giudici e Salvini

Matteo Salvini ci ha sperato fino all’ultimo, almeno a giudicare da quanto dichiarato sui suoi canali social.

Il ministro dell’Interno ha reagito con rabbia, durante una diretta Facebook, alla liberazione della capitana Carola. Bersaglio della sua ira è stata non solo la comandante ma anche il Gip responsabile del suo rilascio, Alessandra Vella. Accuse a cui hanno prontamente replicato i portavoce dell’Anm, l’Associazione nazionale dei magistrati. Le toghe hanno indicato nella figura del vicepremier il responsabile dell’acuirsi del clima di odio nei confronti del sistema giudiziario italiano, fino all’invito ai giudici a “togliersi la toga ed entrare in Parlamento se vogliono cambiare le leggi” e alla minaccia di una riforma della giustizia che, teme l’Anm, porterebbe al una selezione dei magistrati sulla base della fedeltà alla maggioranza di governo.

“Vediamo se un giudice ci permetterà di accompagnarla educatamente su un aereo in direzione Germania“, ha tuonato il leader della Lega.

“La speranza è l’ultima a morire. Carola ha infranto le leggi, ha messo a rischio la vita di alcuni militari italiani e ora è libera”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:
Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

Leggi anche