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Cadavere di una neonata nel Tevere, forse gettata viva in acqua

Il corpicino è stato ritrovato da un pescatore di anguille che ha subito dato l'allarme ai soccorsi: "Sembrava un pupazzetto"

cadavere tevere

E’ giallo a Roma all’indomani del ritrovamento del cadavere di una bambina nel fiume Tevere. A ritrovarlo è stato un pescatore di anguille che ha dato subito l’allarme. La neonata aveva ancora attaccato il cordone ombelicale, reciso con le forbici e legato. “Sembrava un pupazzetto” ha detto l’uomo ancora visibilmente sotto shock. A seguito del ritrovamento sono partiti gli accertamenti e le indagini del caso e la prima notizia accertata è che la piccola, probabilmente di razza caucasica, era stata data alla luce nell’arco delle 24 ore precedenti. Gli inquirenti stanno procedendo per omicidio colposo, ma il particolare più macabro è che, probabilmente, quando è stata gettata in acqua senza pietà, la neonata era ancora viva.

Il parere del medico legale

A dare l’allarme, come già detto, è stato un pescatore di anguille che ha poi atteso l’arrivo dei soccorritori per accompagnarli sul posto.

I pompieri hanno recuperato la bambina e l’hanno adagiata su un vecchio battello, ma per lei non c’era più niente da fare. “Dietro la nuca era tutta arrossata come se avesse i segni di una contusione” ha detto il pescatore. Gli esami post mortem chiariranno esattamente se la bambina sia morta prima o dopo essere stata gettata in acqua, ma ciò che il medico legale può affermare con certezza è che, nella sua breve vita, la piccola aveva respirato, ed era quindi nata viva.

Le ipotesi

“Di solito – spiega un pescatore che era presente al momento del ritrovamento – la nostra esperienza ci dice che i cadaveri che sono entrati nel fiume vivi, respirano e incamerano acqua nei polmoni, motivo per cui vanno a fondo e solo in un secondo momento, quando comincia il processo di decomposizione, vengono a galla.

Quando, invece, sono già morti, vengono subito sospinti dalla corrente. Purtroppo ne vediamo tanti“. Per gli investigatori, però, questo rappresenta un vero e proprio rebus da risolvere. Tutti gli ospedali e i presidi sanitari sono stati allertati dalle forze dell’ordine che devono comprendere innanzitutto dove la madre potrebbe averla partorita, così da risalire alla sua identità. Acquisiti anche i filmati telecamere in prossimità di ponti o approdi.


Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.


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Antonella Ferrari

Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.

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