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Emanuela Orlandi, vuote le due tombe aperte in Vaticano
Cronaca

Emanuela Orlandi, vuote le due tombe aperte in Vaticano

Emanuela Orlandi tombe aperte
Emanuela Orlandi tombe aperte

Le due tombe sono state aperte nel Cimitero Teutonico del Vaticano, a 36 anni dalla scomparsa.

Il colpo di scena è arrivato poco dopo mezzogiorno, per bocca di Pietro Orlandi. Sono vuote le due tombe aperte in Vaticano nell’ambito delle indagini su Emanuela Orlandi. L’operazione è avvenuta a 36 anni dalla scomparsa della ragazza, dopo che, ad aprile, la Santa Sede ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sul caso.

Emanuela Orlandi, le tombe vuote

È stato il fratello di Emanuela Orlandi ad annunciare alla stampa, riunita fuori dal Vaticano, che le tombe non contenevano alcun resto umano, né della sorella né di altre persone decedute. Quella che sperava sarebbe stata la giornata delle risposte si è trasformata nell’ennesimo interrogativo in un calvario lungo oltre un trentennio. “Tolta la lastra della prima tomba, gli operai hanno scavato per circa trenta centimetri e hanno scoperto che sotto c’era una stanza, ma incredibilmente era vuota“, ha raccontato l’uomo. “Quindi si è passati alla seconda, una tomba a sarcofago per la quale serviva solo sollevare la lapide.

Ma anche questa era completamente vuota”.

Pietro Orlandi non nasconde il dolore ma rifiuta di arrendersi e annuncia che “questa vicenda non può finire così“. La domanda che ora lui e tutti i familiari si pongono è: “Perché tutte queste persone ci hanno indirizzato lì? Noi avevamo ricevuto delle segnalazioni precise, non solo quelle contenute nella lettera anonima. Ci segnalavano proprio quello come luogo della sepoltura”. Intervistato dopo il termine delle operazioni, l’uomo ha ammesso di aver provato un parziale “sollievo, perché non so come avrei reagito. Dall’altro lato, sono molto stupito. Prima di aprire i sepolcri, [le autorità vaticane, ndr] avranno consultato le carte e contattato i familiari [delle due defunte, ndr]”. Per questo motivo “avrebbero dovuto sapere” che non avrebbero trovato nulla. Il fratello della ragazza scomparsa ha concluso accusando il Vaticano di non aver mai voluto collaborare fino a poche settimane fa.

Le tombe aperte

Sono iniziate alle ore 8.15, dopo una preghiera iniziale, le operazioni per l’apertura delle due tombe.

Sul posto, oltre al fratello Pietro, erano presenti circa quindici persone, tra cui i membri della Fabbrica di San Pietro, il comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana e il promotore di Giustizia del Tribunale della Santa Sede. I due sepolcri interessati sono quelli di due principesse, Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Macklemburgo. L’avvocato della famiglia di Emanuela Orlandi aveva inizialmente indicato solo la prima tomba, ma il promotore di Giustizia ha preferito includere anche la seconda, al fine di evitare fraintendimenti. Entrambe, infatti, presentavano una lapide molto simile, che corrispondeva alla descrizione fatta nella lettera anonima e nelle altre segnalazioni.


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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in Lettere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in Lettere moderne, con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.