Funerali di Simone D’Antonio, agenzia funebre sarà scelta dagli agenti
Cronaca

Funerali di Simone D’Antonio, agenzia funebre sarà scelta dagli agenti

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La decisione è stata presa per evitare situazioni come quella del funerale del piccolo Alessio, dove l'agenzia scelta era collegata ai suoi assassini.

Il 14 luglio è giunta la notizia che alle Forze dell’Ordine sarà affidato il compito di scegliere l’agenzia funebre per i funerali di Simone D’Antonio. Una decisione presa per evitare situazioni imbarazzanti come quella accaduta per il funerale del Alessio D’Antonio, cugino di Simone e prima vittima del suv che lo scorso 11 luglio ha travolto i due ragazzini. Per le esequie di Alessio era stata infatti scelta un’agenzia funebre gestita anche da Maurizio Cutello. Cutello è attualmente sotto processo assieme ad Angelo Ventura, uno dei passeggeri del suv guidato da Rosario Greco.

La scelta dell’agenzia

Come riportato dall’Agi, l’agenzia di pompe funebri che verrà selezionata dalle Forze dell’Ordine verrà nominata per l’occasione ausiliaria di Polizia giudiziaria. Il suo compito sarà quello di prelevare la salma del piccolo Simone dall’obitorio dell’ospedale di Messina per poi trasferirla a Vittoria per i funerali.

Si eviteranno così nuove polemiche come quelle occorse per i funerali di Alessio D’Antonio, dove l’agenzia funebre era collegata agli investitori che travolsero ed uccisero lui e il cugino.

All’epoca il primo a dare la notizia dell’increscioso incidente fu il giornalista Paolo Borrometi, che su Facebook scrisse: “La follia nella follia. Fermate questo scempio, intervenite per evitare che i funerali del piccolo Alessio D’Antonio possano essere fatti da un amico di chi lo ha ucciso”.

Le parole del giornalista Borrometi

Sempre Borrometi prosegue il suo intervento spiegando come la precedente scelta di quell’agenzia funebre sia stata la prova di quanto potere abbia la mafia a Vittoria: “I funerali fatti dall’Agenzia dell’amico del capomafia, Maurizio Cutello e a processo con lui, sono stati la testimonianza che lo Stato arranca. Le Forze dell’Ordine non riescono a controllare il territorio (non per colpa propria ma per mancanza di personale) e si rischia di consegnare le città in mano a delinquenti e mafiosi. In posti come Vittoria ci vuole forte la presenza dello Stato, con uomini, con mezzi (se necessario anche con l’esercito) e con la cultura.

Se così non sarà è tutto finito. E solo così potremo ricordare i piccoli Alessio e Simone”.


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Jacopo Bongini
Nato a Milano, classe 1993, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in "Nuove Tecnologie dell’Arte". Parallelamente all'ambito artistico, nel quale partecipa a diverse mostre del settore come admin della pagina Facebook Karbopapero 900, durante gli anni universitari sviluppa la passione per il mondo dell’informazione e della comunicazione. Passione che lo porta a diventare collaboratore dapprima per Il Giornale e in seguito per Notizie.it.