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Caso Cucchi, Casarsa: “Mai contatti con magistrati o medici”

Casarsa, accusato di falso ideologico nel caso Cucchi, parla spontaneamente nell'udienza preliminare. Dichiara che le informazioni della sua relazione le ebbe da Tommasone, comandante provinciale.

Sul caso Cucchi interviene Alessandro Casarsa

Per la prima volta Alessandro Casarsa ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al Gup. Il generale è imputato nell’ambito dell’inchiesta sui depistaggi nel caso Cucchi. Secondo l’accusa avrebbe dato l’input a modificare due annotazioni di servizio sullo stato di salute del geometra.

Casarsa parla per la prima volta: “Ho fatto mente locale”

E’ inaspettata e a sorpresa la deposizione di Alessandro Casarsa nell’udienza preliminare a porte chiuse. L’uomo, accusato di falso, ha dichiarato di aver ripensato alla relazione con le note mediche da lui inviata al ministero.

Spiega che per lui la vicenda ha avuto inizio il 27 ottobre 2009. In quella data chiese al suo collaboratore Cavallo di raccogliere le relazioni di chi fosse entrato in contatto con Cucchi. Dichiara che per lui queste relazioni erano uniche ed originali, non ha mai sentito parlare di modifiche fatte.

In merito alle note mediche contenute nella sua relazione, afferma di esserne venuto a conoscenza da Vittorio Tommasone, allora comandante provinciale.

Ammette infatti che la mattina del 30 ottobre 2009 quest’ultimo realizzò un rapporto. Casarsa stesso comunicò a Cavallo di inserire quei dati nella relazione che stava preparando. Conferma quindi di non aver avuto contatti con nessun magistrato o medico legale.

Immediata la reazione di Ilaria Cucchi: “Le note mediche contenute nella sua relazione anticipano le conclusioni di medici legali che dovevano ancora essere nominate. Insomma così decisero a tavolino di che cosa doveva esser morto Stefano Cucchi. Tutto questo sulla nostra testa.”


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