Morto Giovanni Ciaccia, l’allenatore dei “baby calciatori”
Cronaca

Morto Giovanni Ciaccia, l’allenatore dei “baby calciatori”

morto giovanni caccia

Allenatore conosciuto e stimato in tutto il territorio, Ciaccia lascia la moglie, la sorella e i genitori.

Lutto nel calcio marsicano, dove si è spento a 49 anni l’allenatore Giovanni Ciaccia. La morte, provocata da un malore, ha strappato la vita all’uomo, conosciuto e stimato in tutto il territorio e responsabile del settore giovanile dell’Asd San Benedetto dei Marsi Venere.

Lutto nel calcio marsicano

Si è spento nella giornata di ieri, venerdì 19 luglio, Giovanni Ciaccia, amato e stimato allenatore del territorio. La morte sarebbe stata provocata da un improvviso malore, fatale per il 49enne che si è spento nell’ospedale di Avezzano, in provincia dell’Aquila. Calcio marsicano in lutto: l’uomo, chiamato affettuosamente da chi lo conosceva bene, Ciaccia o “Ciaccione”, ha allenato diverse squadre giovanili, ed era responsabile del settore giovanile dell’Asd San Benedetto dei Marsi Venere. Scosso anche il sindaco della città stessa, Marsi Quirino D’Orazio, dopo la notizia della morte di Ciaccia, quale è intervenuto con lodi e belle parole per l’amico scomparso: “Un fulmine a ciel sereno, Giovanni era un mister che amava i bambini e sul campo di calcio si dedicava a loro anima e corpo.

Ci sapeva fare con i piccoli calciatori, era una persona amorevole e i ragazzi lo adoravano perché gli erano affezionati. Giovanni era un allenatore umano, una persona alla mano. Lui allenava per pura passione, basti pensare che mettendo sulla bilancia il rimborso che prendeva per venire a San Benedetto da Celano rispetto alla benzina che consumava, quasi sicuramente ci rimetteva. Lui era così, la passione per il calcio dei giovani era la sua vita e noi abbiamo perso una bella persona che avrebbe potuto continuare a insegnare tanto ai nostri figli non solo a livello calcistico ma a livello umano.”

Le parole dei colleghi

“Mister quante ne abbiamo passate insieme? Il tuo altruismo, la tua pazienza, la tua passione, la tua immensa bontà…una persona unica. L’amore che mettevi in questo sport rispecchiava la tua forza, il modo in cui affrontavi la vita. Impavido e determinato come pochi. Dopo tutti questi anni eri diventato un amico fraterno, una persona di famiglia, un punto di riferimento per i nostri bambini e per tutti i ragazzi ai quali hai sempre voluto bene.

Ci stringiamo al dolore dei tuoi familiari, veglia su di noi Mister, ti vogliamo bene, la tua fiamma arderà per sempre nei nostri cuori e il tuo sorriso smagliante ci guiderà”, scrive in un post Antonio Cerasani, collega del San Benedetto Calcio. Giovanni lascia la moglie, la sorella e i genitori.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.