Torino, baby sitter fermata per maltrattamenti: sono punture di insetti
Cronaca

Torino, baby sitter fermata per maltrattamenti: sono punture di insetti

baby sitter torino

L'intervento immediato dei carabinieri è avvenuto grazie alle testimonianze di alcuni passanti che hanno assistito alla scena.

Arrestata una baby sitter a Torino con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di una bambina di due anni. La piccola si troverebbe ora all’ospedale Regina Margherita, dov’è in osservazione. A fermare la donna i carabinieri, intervenuti dopo la segnalazione di alcuni passanti che hanno assistito alla scena.

Fermata una baby sitter a Torino

I carabinieri di Torino hanno arrestato una baby sitter con l’accusa di aver picchiato ripetutamente una bambina di due anni, affidata alla donna proprio dalla madre fuori città per lavoro. La piccola, colpita al volto in un giardino del quartiere San Salvario, è stata portata all’ospedale Regina Margherita, dove si trova ora sotto osservazione. A segnalare l’episodio alcuni passanti che hanno assistito alla scena e che hanno prontamente avvertito i carabinieri, quali hanno fermato immediatamente la baby sitter, una romena di 38 anni. La donna, che vive a Torino, dovrà ora rispondere di maltrattamenti e lesioni. Non sono noti ancora i motivi che avrebbero spinto quest’ultima a compiere il grave gesto.

Ricostruzione dei fatti

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la bimba era stata affidata alla baby sitter dalla madre stessa, separata dal marito e lontana dalla città per lavoro.

Dalle testimonianze raccolte, risulterebbe che la bambina sia stata ripetutamente colpita mentre era seduta nel suo passeggino nei giardini Anglesio, in via Madama Cristina. Durante l’interrogatorio, la donna avrebbe raccontato che i segni sul volto della piccola altro non erano che punture di insetti. Ma i numerosi lividi sul volto parlano chiaro e le ecchimosi combaciano con le testimonianze dei passanti raccolte dai carabinieri.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.