Furbetti del cartellino, dopo Cardarelli impronte digitali in ospedali
Cronaca

Furbetti del cartellino, dopo Cardarelli impronte digitali in ospedali

impronte digitali

Il presidente della Commissione Sanità della Campania ipotizza l'introduzione delle impronte digitali agli ingressi degli ospedali.

Dopo l’ultimo eclatante caso di assenteismo all’ospedale Cardarelli di Napoli, che ha visto 62 persone raggiunte da un avviso di garanzia, la Campania cerca di correre ai ripari. Stefano Graziano, presidente della Commissione Sanità, annuncia di voler adottare un sistema di impronte digitali negli ospedali.

Impronte digitali

“Stiamo provando ad introdurre le impronte digitali per gli ingressi, per non vedere più casi come quelli del Cardarelli” annuncia in diretta Stefano Graziano, presidente della Commissione Sanità della Regione Campania, nel corso della trasmissione ‘Barba & Capelli’ di Radio Crc.

Graziano si riferisce all’ultimo caso di assenteismo, la cui inchiesta ha portato l’iscrizione di 62 persone nel registro degli indagati. A far clamore anche il video in cui si vede un bambino di 12 anni, figlio di una dipendente dell’ospedale Cardarelli di Napoli, che timbra il cartellino al posto della mamma, rimasta a casa. Ora la Regione cerca di correre ai ripari.

“Dobbiamo premiare chi lavora e mandare a casa chi fa il furbo.

– dichiara Stefano Graziano – La Campania ha la sanità commissariata per ragioni di deficit e da 5 anni abbiamo un pareggio di bilancio. C’era un problema di capacità di fare prevenzione, siamo risaliti in tutti gli standard. Ci sono 14mila persone in meno nella sanità, il blocco del turn over e quota cento portano a meno servizi. Al San Giovanni Bosco, dove è stata buttata fuori la camorra dall’ospedale, bisogna continuare a tenere gli occhi aperti”.

Telecamere nelle ambulanze

Ma Stefano Graziano non sembra volersi limitare alle impronte digitale per controllare i dipendenti pubblici. Il presidente della Commissione Sanità ipotizza anche un sistema di videosorveglianza all’interno delle ambulanze, ma questo solo come “deterrente”, puntualizza, contro le troppe aggressioni al personale sanitario.


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Paola Marras
Di origine sarda ma nata e cresciuta a Roma. Dopo la maturità classica ho studiato "Scienze politiche" all'Università La Sapienza. Scrivo quotidianamente sul web per testate e blog dal 2006, giornalista dal 2009. Mi sono sempre occupata di servizi di approfondimento e d'inchiesta, alcuni scelti come fonte di Wikipedia, di libri e testi universitari mentre altri sono stati tradotti all'estero. Autrice anche di qualche scoop. Dal 2018 lavoro a tempo pieno per Notizie.it. Progettista Web e "Tecnico Superiore per la Comunicazione e il Multimedia", ho una profonda conoscenza del mondo internet e per questo non sono sui social.
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