Malore fatale per Luca Casalucci, noto dj: addio a “The Rockfather”
Cronaca

Malore fatale per Luca Casalucci, noto dj: addio a “The Rockfather”

dj luca cavallucci

Ad accorgersi dell'accaduto i familiari. Tantissime le foto e i messaggi d'addio sui social del noto dj.

Lutto nel mondo della musica: morto ad appena 39 anni Luca Casalucci, in arte “The Rockfather“, uno dei più amati dj del Veneto. Fatale un improvviso malore: i suoi show erano un classico per il popolo delle notti veneziane. Ad accorgersi dell’accaduto i familiari, verso l’ora di pranzo di martedì 23 luglio.

Malore per Luca Casalucci, noto dj

Classe 1980, originario di Monastier, Luca Casalucci si è spento all’età di 39 anni nella notte tra lunedì e martedì 23 luglio. “The Rockfather“, da tutti conosciuto così, era uno dei più amati dj del Veneto: l’uomo risiedeva a Musile di Piave, in provincia di Venezia e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato colpito da un malore mentre dormiva nella sua abitazione. Luca era conosciutissimo nei locali tra la Marca e il veneziano, dove aveva portato più di una volta la sua anima rock n’roll, animando show divenuti dei classici per il popolo della notte in Veneto: da Treviso a Mogliano, da Jesolo a San Donà e oltre, passando per il Bottegon, all’Home Festival, al Dump e alle serate “Shake & Friends”.

Social invasi da messaggi e ricordi

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati ai familiari di Luca, e che da ieri riempiono i social con foto e ricordi del dj.

“Spero vivamente tu possa vedere quello che sei stato per tutti – scrive Giulio – un amico vero per quelli più stretti e un mito per tutti gli altri anzi sai cosa ti dico ripensando a 20 anni di amicizia? Per me sei leggenda! Grazie Shake ti voglio bene riposa in pace a suon di rock’n’roll e techno quella vera!”. L’osteria Botegon lo ringrazia “per ogni disco”. “Un amico e artista”, scrive lo staff dell’Hard Rock Cafe di Venezia. “Buon viaggio Shake, porta un po’ di sano rock n’roll anche lassù”. Ad accorgersi dell’accaduto i familiari, verso l’ora di pranzo di martedì 23 luglio.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.