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Carabiniere ucciso, l’opinione pubblica americana sta con l’agente

Nonostante le principali testate Usa abbiano criticato la foto del ragazzo con la benda, gli americani sono dalla parte del carabiniere ucciso.

carabiniere ucciso

Non accenna a placarsi l’ondata di polemiche dopo la diffusione della fotografia in cui appare Gabriel Christian Natale Hjorth ritratto bendato e ammanettato. Hjorth è uno dei due ragazzi americani fermati per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso lo scorso 26 luglio.

L’indignazione popolare è addirittura giunta oltreoceano, dove malgrado importanti testate abbiano criticato l’utilizzo della benda per il 18enne l’opinione pubblica statunitense si è schierata compatta dalla parte del carabiniere ucciso e dei suoi familiari.

Gli americani stanno con il carabiniere ucciso

Sotto alla notizia pubblicata su Facebook dalla Cnnche ha definito scioccante l’immagine di Hjorth bendato – si sono infatti radunati centinaia di commentatori per prendere le difese dell’agente Cerciello Rega.

Gli utenti social pongono per lo più l’accento sul paragone tra una benda sugli occhi e l’aver ucciso un uomo con otto coltellate.

Tra i messaggi scritti a corredo del post se ne segnalano infatti alcuni come questo: “I loro genitori dovranno essere molto orgogliosi di lui. Ha acquistato cocaina, derubato lo spacciatore, tentato di estorcere denaro e altra droga e in più ha ammesso un omicidio. E la gente è in subbuglio per una benda sugli occhi”, ma anche altri più o meno dello stesso tono come: “Oh no, una benda! Sul serio, chi se ne importa.

Che ne dite di non uccidere una persona magari? Spero che possano marcire in una prigione italiana per il resto delle loro vite”.

I commenti sugli altri media americani

Controllando le pagine Facebook degli altri quotidiani statunitensi si può vedere come le reazioni dei commentatori non siano dissimili. Sotto alla notizia del Washington Post ad esempio, gli utenti esprimono la loro vicinanza al carabiniere ucciso pur non commentando il particolare della benda, probabilmente perché non inserito dal giornale – che parla solo di foto intollerabile – nell’immagine di apertura.

Alcuni lettori del Washington Post paragonano il caso del carabiniere ucciso al delitto di Perugia nel quale venne coinvolta Amanda Knox. Tra i commenti si può infatti leggere: “Un’altra situazione come quella di Amanda Knox. Questi due sapevano che gli Stati Uniti faranno pressione sugli italiani affinché li liberino”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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