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Carabiniere ucciso, l’avvocato di Gabriel: “Faremo istanza di scarcerazione”

Il legale di Gabriel Natale Njorth ha annunciato che presenterà l'istanza al Tribunale del Riesame.

Carabiniere ucciso avvocato Gabriel
Carabiniere ucciso avvocato Gabriel

Non è da escludere una richiesta di scarcerazione per uno dei due imputati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Ad annunciarlo è Fabio Alonzi, l’avvocato di Gabriel Natale Njorth, uno dei due ragazzi americani arrestati per il caso del carabiniere ucciso a Roma con undici coltellate. Il legale ha dichiarato che “stiamo valutando se fare istanza al Tribunale del Riesame”.

Carabiniere ucciso, l’avvocato di Gabriel

Il legale ha affermato che presenteranno al Tribunale due argomentazioni. La prima è la foto – tristemente nota – di Gabriel bendato. La seconda è il fatto che il suo assistito non sia l’esecutore materiale dell’omicidio. Secondo Alonzi, il ragazzo non era neppure a conoscenza dell’arma di Elder. “Il nostro assistito è molto provato, suo papà è venuto ieri in carcere e tornerà nei prossimi giorni” a visitarlo al Regina Coeli, ha continuato.

Parla l’avvocato di Elder

Nelle stesse ore, ha parlato anche il legale del secondo imputato.

Ai microfoni dell’Abc, l’avvocato Craig Peters si è detto “convinto che a questo punto ci siano delle buone probabilità che nemmeno la polizia sappia cosa è successo”. La famiglia di Finnegan Lee Elder è “in attesa di vedere il figlio. È qui che hanno trascorso la loro luna di miele, hanno un grande amore per l’Italia. Sono devastati dal fatto che questa cosa sia accaduta proprio qui”.

Peters ha commentato anche la foto, pubblicata su Instagram, che ritrae il suo giovane assistito con un coltello tra le mani. L’immagine è stata scattata a San Francisco, ma è impossibile non notare la somiglianza tra questa lama e quella che ha tolto la vita al vicebrigadiere. Una somiglianza che ha sollevato non poche polemiche sulla condotta di Elder e sul suo rapporto con le armi da taglio.

“Sì, il ragazzo aveva un coltello, certamente”, ha ammesso l’avvocato. “Ma in America, almeno a San Francisco, non è una cosa sorprendente. Le persone lo usano per protezione”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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