×

Omicidio Pomarelli, il Gay Center: “Elisa uccisa in quanto lesbica”

Il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo ha dichiarato come Elisa Pomarelli sia stata uccisa due volte: una come donna e un'altra come lesbica.

omicidio piacenza

Continuano le discussioni in merito all’omicidio di Elisa Pomarelli, la 28enne uccisa dall’amico Massimo Sebastiani il cui cadavere è stato ritrovato nella giornata del 7 settembre dopo due settimane di ricerche. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, Elisa sarebbe stata simbolicamente uccisa due volte: una in quanto donna e un’altra in quanto lesbica.

Marrazzo ha poi aggiunto come il femminicidio di Elisa sia stato compiuto come atto punitivo.

Omicidio Elisa Pomarelli, parla Marrazzo

È attraverso un post su Facebook pubblicato da Gay Center che Fabrizio Marrazzo espone la sua opinione in merito alla morte di Elisa Pomarelli.

Marrazzo apre il suo pensiero così: “Elisa Pomarelli è stata uccisa due volte: come donna e come lesbica, perché ha rifiutato il suo assassino. Un femminicidio premeditato e compiuto come atto punitivo per Elisa, in quanto donna lesbica”.

Il portavoce di Gay Center ha inoltre aggiunto come l’omicidio di Elisa sia figlio di un contesto sociale dove l’omofobia è ancora imperante. Omofobia che dovrebbe essere combattuta tramite appositi percorsi formativi: “Quanto accaduto dimostra quanto siamo indietro sui diritti delle donne e delle persone lesbiche, gay e trans.

È importante che al più presto venga approvata una legge contro l’omofobia, che preveda anche percorsi formativi e culturali dalla scuola primaria e nella società, per abbattere il pregiudizio e la discriminazione contro le donne e le persone lesbiche, gay e trans. L’assassino dovrebbe essere condannato due volte e giudicato senza alcuna attenuante”.

Le parole di Telefono Rosa

Al dibattito si è aggiunto anche il parere di Telefono Rosa, che critica i media per il loro cercare di sminuire l’omicidio compiuto da Sebastiani, descrivendolo come un delitto passionale: “La maggior parte degli organi di informazione parla di raptus, di un uomo che ha perso la testa, di persona innamorata fino alla follia.

Non si ammazza per amore! Pensare che ancora una volta l’amore abbia fatto un’altra vittima è inaccettabile”.

L’associazione continua poi lanciando un appello agli organi di informazione. Una richiesta al fine di compiere un passo in avanti, non utilizzando più un linguaggio che indirettamente assolve gli assassini dalle loro colpe: “A quanto riportano gli organi di stampa per gli inquirenti risulta uomo pentito e collaborativo, preda di un raptus e non armato di chiare intenzioni omicide. Raptus, follia e chissà cos’altro sono poi gli alibi che portano molti altri uomini a sentirsi immuni dall’esercitare violenza nei confronti di una donna. A chi fa informazione, a chi indaga, a chi giudica il compito di cambiare non i propri comportamenti ma i propri linguaggi. Perché anche quest’anno nessun passo avanti è stato fatto per impedire che una donna venisse ammazzata”.

Contents.media
Ultima ora