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Ferito in un incidente, 26enne torna a casa grazie a raccolta fondi

Raffaele Carofiglio è tornato a casa grazie alla raccolta fondi che ha permesso la riabilitazione necessaria a seguito di un incidente stradale.

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Dopo sette mesi di riabilitazione il 26enne Raffaele Carofiglio è finalmente tornato nella casa dalla quale mancava da quando nell’aprile del 2016 è rimasto ferito in un incidente stradale che gli ha provocato gravi danni cerebrali. Per il ragazzo di Bari sono state però decine le persone che hanno deciso di mobilitarsi affinché potesse svolgere il percorso riabilitativo all’estero. Uno sforzo che prosegue ancora oggi con le costanti cure di cui avrà bisogno Raffaele nella vita di tutti i giorni.

Ferito in incidente: la raccolta fondi per la riabilitazione

A seguito dell’incidente, Raffaele ha perso l’uso della parola, della memoria e di buona parte della sua mobilità. Costretto su di una sedia a rotelle, i suoi genitori scelsero per lui un percorso di riabilitazione in una clinica di Innsbruck, in Austria, per il quale erano però necessari 30mila euro.

Fu così che grazie all’apertura della pagina Facebook Una Rondine per Raffaele e alle raccolte fondi istituite per il 26enne in poco tempo è stato possibile raccogliere abbastanza soldi per la terapia, i cui ultimi sette mesi sono stati svolti presso il centro Gli angeli di Padre Pio di San Giovanni Rotondo..

Un’esperienza che raccontano in prima persona proprio i parenti del ragazzo in un post sulla pagina: “Ora possiamo dire sinceramente che siamo tornati a casa sereni. Da una parte pensiamo che ci farà bene, farà bene a tutti e quattro riprendere, per certi versi, il ritmo quotidiano. Diverso dalla vita che vivevamo e che avevamo progettato, ma stare a casa non ha prezzo! Dall’altra parte siamo spaventati, forse perché temiamo di non trovare le persone giuste che possano aiutarci a lavorare ancora con e per nostro figlio.

Si, perché Raffaele ha bisogno di altri mesi e anni di lavoro ed è vietato fermarci!”.

Le parole della madre di Raffaele

Ma chi più di tutti ha lottato in questi anni è stata la madre di Raffaele, Pia Colella, che racconta il calvario vissuto per il bene di suo figlio: “Ci sono stati momenti in cui volevo arrendermi, momenti in cui ho detto ‘forse mi sto accanendo, forse sto andando contro natura e forse è il caso di dire basta”. Ma puntualmente Raffaele mi dava una prova, mi faceva notare che lui aveva ed ha sempre un potenziale in più. Come se in quel momento mio figlio mi dicesse ‘Vedi mamma? Posso farcela a piccoli passi e questi li ho sempre chiamati segnali. E quanti ne abbiamo ricevuti!! Credetemi, tutte le volte che eravamo in difficoltà di fronte ad un problema di nostro figlio, arrivava qualcuno o qualcosa a ‘salvarci la vita”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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